Vaccini, c’è relazione statistica con autismo. Dal Canada agli USA il caso si riapre, i documenti

Per quanto riguarda l’argomento vaccini è davvero strano come le notizie che vengono passate dai media più o meno seri non prendano in considerazione tutti gli studi a disposizione, anche quelli che pongono dei problemi legati alla salute dei bambini. Aumento dell’autismo Genetica? Maggiore capacità di diagnosi? Molte le ipotesi, inclusa quella che lega l’aumento […]

Per quanto riguarda l’argomento vaccini è davvero strano come le notizie che vengono passate dai media più o meno seri non prendano in considerazione tutti gli studi a disposizione, anche quelli che pongono dei problemi legati alla salute dei bambini.

Aumento dell’autismo

Genetica? Maggiore capacità di diagnosi? Molte le ipotesi, inclusa quella che lega l’aumento delle percentuali dell’autismo ai vaccini. L’aumento riguarda molte aree del pianeta con una media stimata nei paesi sviluppati che si aggira intorno all’1,5% l’anno. Uno degli stati che presenta un tasso da capogiro è il Canada che nel 2018 conta un caso ogni 66 bambini.

Più bambini autistici dove c’è maggiore copertura vaccinale

Il Governo canadese ha anche rilasciato un importante documento mutuato dal National ASD Surveillance System che è preposto ad individuare il numero di giovani con diagnosi di autismo nelle regioni e nel tempo.

Il rapporto ha mostrato come aumenti costanti di autismo dal 2003 siano differenti tra le varie regioni del Canada. Perché in alcune regioni ci sono più casi di autismo?

I numeri mostrano come la prevalenza di autismo è più alta nelle province canadesi che hanno anche la più alta copertura vaccinale.

Il NASS ha raccolto dati provenienti dalle varie province su bambini dai 5 ai 17 anni con diagnosi confermata: British Columbia, New Brunswick, Terranova e Labrador, Nuova Scozia, Isola del Principe Edoardo, Quebe, Yukon.

I dati mostrano come nei territori di Terranova e Labrador nel 2015 era un bambino su 55 ad avere diagnosi di autismo, nel Prince Edward Island uno su 59, nel Quebec uno su 65, nello Yukon uno su 125.

Sorprendenti anche i tassi di crescita dell’autismo, nell’età compresa tra i 5 e i 14 anni dal 2003 al 2015 (per Newsfondland e Labrador dal 2003 al 2009)

Terranova e Labrador: da 6 a 19.6 per 1.000 (aumento del 227%)
Isola del Principe Edoardo: da 5 a 17.7 per 1.000 (aumento del 254%)
Quebec: da 3,5 a 15,7 per 1.000 (aumento del 349%)

Rapporto tra vaccini ed autismo

A scoprire un possibile rapporto tra vaccini e autismo è stato uno zelante operatore sanitario della Columbia Britannica: la prevalenza di autismo è più alta nelle province canadesi che hanno anche la più alta copertura vaccinale. Questa prova proviene da un sondaggio del 2013 realizzato dalla stessa agenzia di sanità pubblica del Canada, che ha esaminato la copertura vaccinale per provincia / territorio e il tipo di vaccino (vedi tabella divulgata da worldmercuryproject.org). Il sondaggio ha mostrato che la copertura entro i due anni era generalmente inferiore (con poche eccezioni) nel territorio dello Yukon rispetto alle tre province in cui il tasso di autismo è più alto. Per Terranova / Labrador e Quebec, la differenza percentuale nella copertura vaccinale era ovunque da cinque a quindici punti percentuali in più rispetto allo Yukon.

Pura casualità?

I dati in questione dovrebbero bastare a mettere sul piatto dei Governi dei paesi in cui il fenomeno autismo sta dilangando in modo preoccupante dei seri studi per individuarne anche le relazioni diretta di causa effetto, oltre a quelle statistiche.

Associazione medici e chiurughi americani ritengono necessari ulteriori indagini

A dare vigore alla relazione tra vaccino MMR e autismo è l’associazione di medici e chirurghi americani riferendosi allo studio già avviato nel 2001 che mostrava un aumento del tasso di diagnosi di autismo dopo aver ricevuto il primo vaccino contro morbillo-parotite-rosolia prima dei 36 mesi di età, rispetto a quanti lo ricevevano in seguito.

Lo studio è stato ritenuto essere falsato dalla scelta del CDC di aver escluso dalle statistiche alcuni bambini in base al certificato di nascita, riducendo la dimensione del campione di circa il 40% e facendo perdere il suo significato statistico.

L’alterazione dei dati è stata resa nota grazie ad un informatore del CDC (Centers for Disease Control and Prevention ) che aveva conservato le analisi originali prima che venissero distrutte al fine di occultare dati indesiderati.

Il dottor Brian Hooker (assistant professor of biology at Simpson University in Redding, Calif.) ha scritto un articolo sul numero invernale del Journal of American Physicians and Surgeons, affermando di aver rianalizzato lo stesso set di dati, includendo anche quel campione di bambini che era stato escluso.

In questo modo, il tasso di autismo è aumentato in modo allarmante, mostrando come sia del 25% più alto per i bambini neri e per i ragazzi in genere rispetto alle ragazze e mettendolo in relazione con il vaccino incriminato. La notizia è stata divulgata dall’agenzia di stampa americana APNews.

Secondo il dottor Hooker, il riesame dei dati fa concludere che il caso di relazione tra vaccini e autismo meriterebbe maggiori approfondimenti e che l’alterazione dei dati statistici ha fatto perdere una importante occasione di indagine sul dilagare dell’autismo.

Ricordiamo che la pubblicazione è avvenuta nel Journal of American Physicians and Surgeons, pubblicato dall’Association of American Physicians and Surgeons (AAPS) , un’organizzazione nazionale che rappresenta i medici in tutte le specialità dal 1943. 

Scarica l’articolo originale del dottor Hooker