Vaccini fanno più vittime del morbillo, ecco perché i dati “ufficiali” sono Fake

I dati statistici sulle reazioni avverse al vaccino che spesso vengono declinati a livello istituzionale o dai medici per dimostrare l’innoucuità del farmaco non hanno alcun valore statistico e concreto. La denuncia arriva dagli Stati Uniti, dove il dibattito sulla sicurezza è in uno stato più avanzato che in Italia. Vigilanza passiva e attiva La […]

I dati statistici sulle reazioni avverse al vaccino che spesso vengono declinati a livello istituzionale o dai medici per dimostrare l’innoucuità del farmaco non hanno alcun valore statistico e concreto. La denuncia arriva dagli Stati Uniti, dove il dibattito sulla sicurezza è in uno stato più avanzato che in Italia.

Vigilanza passiva e attiva

La vigilanza sui vaccini è affidata a quella che viene in gergo definitiva farmacovigilanza passiva. In pratica, si aspetta che i genitori del bambino vaccinato vadano spontaneamente a denunciare la reazione avversa riscontrata (più o meno grave) dopo la somministrazione. Si tratta di dati, quelli raccolti in base a questa metodologia, assolutamente non coincidenti con la realtà delle reazioni avverse reali. A dimostrarlo uno studio effettuato in Puglia dove è stata attuato, invece, un esperimento di farmacovigilanza attiva. In pratica, non si è atteso che il genitore denunciasse la reazione avversa, ma il dato è stato ricavato da una osservazione diretta dei medici. Il risultato è stato sorprendente: su 1.672 bambini tenuti sotto osservazione, gli eventi avversi gravi correlati alla vaccinazione hanno avuto un’incidenza del 40,69 su mille (significa 4 su cento!). Qui lo studio pugliese

Studio USA, segnalato solo 1% degli eventi avversi

Sulla questione dei dati statistici legati alle reazioni avverse da vaccino si sono interrogate varie associazioni americane. Ad esempio, alcuni dati sono stati raccolti da ICAM il cui fondatore è Del Bigtree, sostenendo che i danneggiati da vaccino si aggirano intorno ai 5,9 milioni di casi all’anno solo negli USA.

Anche negli USA i dati statistici raccolti sulle reazioni avverse da vaccino avvengono attraverso la farmacovigilanza passiva. Le segnalazioni, a partire dal 1986, sono raccolte dal sistema VAERS gestito da HHS.

Nel 2016, VAERS ha ricevuto 59.117 segnalazioni di eventi avversi sul vaccino, tra cui 432 decessi, 1.091 disabilità permanenti, 4.132 ricoveri e 10.284 visite al pronto soccorso. I dati sono resi pubblici dal Governo americano.

Sulla inattendibilità di questi dati ha indagato la Harvard Medica School attraverso uno studio che ha coinvolto 715.000 pazienti, raccogliendo i dati per un periodo di tre anni. I risultati hanno rilevato che, citimao dallo studio: “gli eventi avversi raccolti da VAERS erano meno dell’1% di quelli reali“. Lo studio è raggiungibile online a questo indirizzo.

43.200 morti nel solo 2016 a causa dei vaccini

Supponendo, quindi, che VAERS riesca realmente a registrare appena l’1% dei reali casi di reazione avversa al vaccino, sulla base dei dati ufficiali governativi relativi al 2016, solo in quell’anno, secondo il calcoli effettuati da ICAM, si sarebbero verificati: 5.911.700 eventi avversi del vaccino, compresi 43.200 morti, 109.100 invalidità permanenti, 413.200 ricoveri ospedalieri e 1.028.400 visite al pronto soccorso. Chiaramente queste cifre non sono che stime, ma che danno un’idea del sommerso di reazioni avverse da vaccino che potenzialmente riguardano tutto il mondo. Ricordiamo, inoltre, che queste stime sono relative al solo 2016.

Il rifiuto di avviare una farmacovigilanza attiva

Come fare chiarezza sui dati legati alle reazioni avverse da vaccino? Basterebbe attuare una raccolta basata sulla farmacovigilanza attiva e non passiva. Era questo lo scopo dell’agenzia interna all’ HHS (The U.S. Department of Health and Human Services), l’agenzia americana per la ricerca e la qualità sanitaria, nel 2007, quando ha fornito una sovvenzione di circa 1 milione di dollari consentendo un “dialogo” tra VAERS e la Harvard Pilgrim Health Care.

Dopo aver automatizzato i rapporti sugli eventi avversi a Harvard Pilgrim, gli sviluppatori di questo sistema hanno chiesto al CDC (Centers for Disease Control and Prevention) di fare il passo finale collendando VAERS al sistema Harvard Pilgrim in modo che i report potessero essere automaticamente trasmessi e avere un quadro completo, realistico, veritiero e non falsato dei dati statistici legati agli eventi avversi a seguito della somministrazione dei vaccini.

La risposta? Il CDC ha rifiutato di cooperare. Come hanno spiegato i destinatari della borsa di studio di Harvard: “Sfortunatamente, non c’è mai stata l’opportunità di eseguire il sistema valutazioni delle prestazioni perché il CDC non era più disponibile“. Fine dei giochi, si ritorna alla farmacovigilanza passiva e a dati che non hanno alcun rapporto con la realtà.

Perché impedire una reale raccolta dei dati?

A chi giova? Ammettere che i vaccini causano più morti delle malattie che dovrebbero prevenire significherebbe avviare una seria analisi sulle reali performance di questi farmaci e soprattutto su alcune delle componenti che vengono da più parti accusate di causare seri problemni alla salute. C’è letteratura scientifica che abbia affrontato questa questione? Secondo l‘IOM (Instituote Of Medicine degli Stati Uniti), non a sufficienza. Avanzando esplicitamente la necessità di ricerca specifica sugli eventi avversi.