Vaccini: indennizzi a tutti i danneggiati da quelli non obbligatori

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30/10/2018

La domanda di indennizzo per danni derivanti da vaccini antipolio si propone entro un termine triennale di decadenza dal momento in cui l’avente diritto ha conoscenza del danno

Vaccini: indennizzi a tutti i danneggiati da quelli non obbligatori

E’ possibile richiedere l’indennizzo in caso di danni derivanti da vaccini antipolio nel rispetto di un termine triennale di decadenza decorrente dal momento in cui l’avente diritto ha avuto conoscenza del danno.
Gli indennizzi sono rivolti a tutti i danneggiati a prescindere dal fatto che, per la legge, i vaccini siano obbligatori o meno. Infatti, secondo la legge deve ritenersi superata la distinzione tra vaccinazioni obbligatorie o “solo” raccomandate. Questo è quanto dichiara la Corte di Cassazione, nella sezione lavoro, nella sentenza n. 27101/2018. Il tutto deriva da una vicenda.

Cosa è successo?Vaccini: indennizzi a tutti i danneggiati da quelli non obbligatori

La domanda è stata accolta sia in prime che in seconde cure, Ministero della Salute che ricorre in Cassazione contestando contestasse la tempestività della domanda.La Corte territoriale aveva ritenuto la domanda tempestiva in quanto solo nel 2009 era stata accertata la consapevolezza della riconducibilità della patologia alla vaccinazione. La proposizione dell’istanza nell’agosto 2009, dunque, avrebbe rispettato il termine decadenziale introdotto dal legislatore del 1999 per le vaccinazioni non obbligatorie (art. 3, terzo comma, legge n. 362/1999).Dall’altra parte, per il Ministero la Corte avrebbe trascurato di considerare l’applicabilità, nella specie, del termine speciale fissato dalla predetta legge n. 362 (quadriennale, di decadenza) inutilmente decorso nei quattro anni dall’entrata in vigore della legge stessa.Secondo il dicastero, la richiedente, seguita fin dall’infanzia, all’esito della diagnosi di paralisi infantile, da uno centro specializzato, ben avrebbe potuto ricevere dal predetto centro segnalazioni e informazioni in ordine ad eventuali verifiche, come doveroso in base ad una buona pratica medica.
Infine, secondo il ricorrente, anche alla stregua del termine triennale ex legge n. 210/1992 la domanda doveva considerarsi intempestiva.


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Vaccini, giusto l’indennizzo per legge

Per gli Ermellini il ricorso appare infondato. Con la predetta legge n. 210, c’è il diritto ad un indennizzo per chiunque avesse riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psicofisica.

Vaccini, differenza qualitativa tra obbligo e raccomandazione?

La Cassazione ha dichiarato l‘illegittimità costituzionale della norma(art. 1, comma 1, legge n. 210) nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo in favore di soggetti danneggiati da vaccinazione antinfluenzale.La Consulta ha ribadito che non vi è differenza, qualitativa, tra obbligo e raccomandazione. Quanto alle vaccinazioni raccomandate, in presenza di diffuse e reiterate campagne di comunicazione a favore dei trattamenti vaccinali, il Giudice delle leggi ha ribadito il naturale svilupparsi di un affidamento nei confronti di quanto consigliato dalle autorità sanitarie.Per la Consulta, la ragione determinante del diritto all’indennizzo non deriva dall’essersi sottoposti a un trattamento obbligatorio, ma risiede, piuttosto, nelle esigenze di solidarietà sociale che si impongono alla collettività.La mancata previsione del diritto all’indennizzo in caso di patologie irreversibili derivanti da determinate vaccinazioni raccomandate si risolve in una lesione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione .

Vaccini antipolioVaccini: indennizzi a tutti i danneggiati da quelli non obbligatori

Per la Cassazione, la sentenza impugnata è immune da censure, nel senso del riconoscimento del diritto all’indennizzo alla stregua della lettura costituzionalmente orientata dell’art. 1, comma 1, della legge n. 210/1992, tenuto conto dell’art. 5-quater del decreto-legge 73/2017 (convertito, con modificazioni, con legge 119/2017) con applicazione del termine triennale, per la proposizione della domanda, previsto dall’art. 3, comma 1, della legge n. 210.La legge di conversione del citato D.L. n. 73. ha introdotto, nell’ordinamento, la disposizione di chiusura che estende la tutela prevista dalla legge n. 210 a tutti i vaccini indicati nell’articolo 1 del citato decreto-legge n. 73, tra cui ci sono anche i vaccini antipoliomielite. In sostanza, alla stregua della modifica introdotta dal legislatore del 2017, riconosciuta la tutela indennitaria a tutti i danneggiati da vaccinazione antipoliomielitica non obbligatoria, la proponibilità della
domanda, per opporre il diritto all’autorità amministrativa sanitaria, deve ricondursi nell’alveo della norma generale della legge n. 210 e del termine triennale di decadenza ivi previsto, in tali termini correggendo la motivazione della sentenza impugnata.


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