Vaccini: Salvini riceve una la lettera da una mamma “Dieci vaccini non sono troppi, le mostro io a che cosa servono’’

Lettera da una mamma di un bambino immunodepresso, al ministro Salvini, ecco cosa cerca di trasmettere

Nei giorni scorsi, si parlava della proroga dei vaccini obbligatori, non più la scadenza il 10 luglio, ma si ha tempo fino a fine anno. Questo, per mettere in ordine la documentazione di tutti i vaccini obbligatori per poter fare l’iscrizione a scuola dei bambini. In seguito alla notizia che arrivava direttamente dal Governo, dove, il ministro Salvini dichiarava che tutti questi vaccini sono comunque anche molto pericolosi per i bambini, una mamma di un bambino immunodepresso decide di mandare una lettera proprio al ministro.Vaccini obbligatori, ecco cosa dice il Governo

Cosa dire di fronte ad una lettera cosi commuovente?

“Caro Ministro Salvini, la questione dei vaccini e in generale il tema della salute è troppo importante per persone come me che hanno vissuto sulla pelle dei propri figli il dramma di una grave malattia… Ora Lei è un padre, lo ha detto spesso in queste settimane, e quindi capirà quale sia la paura di un genitore nei confronti della salute dei propri figli. Le giuro Signor Ministro 10 vaccini non sono troppi, non è vero. La mia creatura è sopravvissuta ad una polichemioterapia per due anni, e dopo sei mesi dallo stop ha fatto tutti insieme tutti i richiami vaccinali. Non è successo nulla. La mia creatura oggi è come tutti gli altri bambini della sua età, non ha difetti cognitivi, non ha difetti comportamentali, non ha difetti fisici. Ha solo una cicatrice sul petto. Una cicatrice che mi ricorda ogni giorno perché la medicina e la scienza abbiano questo grande valore: lasciare su questa terra creature che non molti anni fa sarebbero state irrimediabilmente condannate ad un’altra sorte”. “Ecco, Ministro Salvini, io non Le chiedo di credere o di ascoltare la mia testimonianza. Le chiedo di vedere con i suoi occhi cosa sia la vita di un bambino immunodepresso e della sua famiglia. Le chiedo di vedere l’inferno che vivono. Io so che Lei è sempre stato interessato alle storie delle persone, le ha ascoltate per tanto tempo. Io sono disponibile ad accompagnarla fino alle porte a vetri che separano il mondo dei sani da quello dei malati. Le porgerò il camice verde in carta tessuto, le infilerò i copriscarpe in plastica, le legherò la mascherina color menta sul viso e la accompagnerò personalmente all’ingresso. Non verrò con Lei, perché io questo inferno con le pareti pastello lo conosco troppo bene, e da quando la mia creatura ha finito la chemioterapia ho giurato a me stessa che mai più avrei voluto rivedere quegli occhi sproporzionati, quella pelle come un velo, quelle gambe sottili e tremanti, quei corpi evanescenti, che se non fosse per la scienza e la medicina, sarebbero dei condannati a morte senza possibilità di appello La aspetterò fuori per tutto il tempo che sarà necessario, glielo prometto, e ascolterò quello che ha da dirmi. E io spero, con tutto il cuore, che dopo questo breve ma intenso viaggio in una realtà durissima da guardare ad occhi aperti Lei, che è un uomo delle istituzioni, vorrà essere anche il Ministro di questi bambini. Loro lo vorrebbero, ne sono sicura…

Cordialmente

Roberta Paolini”

Ionela Polinciuc

Mi chiamo Ionela Polinciuc, sono nata in Romania e ho vissuto a Roma e Darfield. Amo viaggiare, e questo percorso mi ha permesso di conoscere altre realtà importanti e migliorare le mie capacità di adattamento a svariati contesti. La mia passione per scrivere, mi ha portato a collaborare con diversi giornali, da ormai 3 anni.