Vaccino comprato per risparmiare mette a rischio la salute dei bambini

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21/12/2018

La Regione Piemonte rischia esposto alla Procura per il vaccino antipneumococco comprato al risparmio che coprirebbe 3 sierotipi in meno rispetto ad uno più costoso.

Vaccino comprato per risparmiare mette a rischio la salute dei bambini

Si torna a parlare di vaccini, questa volta sotto l’occhio del ciclone è la Regione Piemonte. Gian Luca Vignale e Roberto Ravello, presidenti in Regione dei gruppi consiliari Mns e Fratelli di Italia, affermano che il vaccino antipneumococco che la Regione ha comprato per risparmiare mette a rischio la salute dei bambini.

Il vaccino acquistato, il PV10, in grado di coprire 10 sierotipi di pneumococco, è stato scelto per risparmiare rispetto ad un altro vaccino, il PV13, con grado ci copertura di 13 sierotipi. Il vaccino in questione, quindi, mettere i bambini vaccinati a rischio di contrarre la malattia per i 3 sierotipi che non copre. Per questo motivo, fanno sapere i due presidenti, è già pronto un esposto alla Procura.

Il caso dei vaccini al risparmio

“Ormai è certo: la gara per la fornitura dei vaccini antipneumococco da somministrare in età pediatrica rischia di mettere in serio pericolo la salute di migliaia di bambini piemontesi. I dati del Belgio, che come il Piemonte era passato dalla somministrazione di un vaccino a copertura di 13 sierotipi, il PCV13, a uno a dieci, il PCV10, hanno confermato la ricomparsa del sierotipo 19 A, responsabile di malattie gravi e invalidanti per i bambini. Poiché lo stesso può accadere per il Piemonte , Saitta e Chiamparino si stanno assumendo senza averne titolo la responsabilità di mettere a rischio la salute dei bambini piemontesi” spiegano i consiglieri all’opposizione.

La Regione si difende spiegando che il vaccino  è stato acquistato seguendo le indicazioni di Oms e Ministero della Salute come già riconosciuto dal Tar del Piemonte e dal Consiglio di Stato.


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La Regione replica che tutti gli organi chiamati ad esprimersi “hanno concluso che non ci sono dati che dimostrino la superiorità di un vaccino rispetto all’altro e che l’efficacia non può essere determinata dal numero di sierotipi contenuti. Dunque è piena competenza delle Regioni stabilire i criteri da includere nei bandi di gara per l’approvvigionamento dei vaccini. È esattamente quello che abbiamo fatto mettendo a gara i due prodotti e aprendo alla concorrenza la fornitura per il servizio sanitario regionale. È la stessa strada che abbiamo intrapreso in questi anni con i farmaci più utilizzati, senza in alcun modo mettere a rischio la salute dei pazienti, ma al contrario trovando nuove risorse da reinvestire nelle cure”.

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