Vegetariani, pescetariani e carnivori, chi rischia di più?

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21/09/2019

Davvero i vegetariani rischiano di meno la salute rispetto ai carnivori e ai pescetariani? Secondo uno studio americano le cose non starebbero così.

Vegetariani, pescetariani e carnivori, chi rischia di più?

Non è detto che eliminare la carne dalla propria vita significhi vivere più a lungo invece di chi la mangia. Ogni stile alimentare ha i suoi pro ed i suoi contro. Ad esempio, i vegetariani oppure i vegani sicuramente presentano un minore di sviluppare una malattia cardiaca, ma è anche vero che avranno maggiori probabilità di incorrere in un ictus. Questo è almeno quello che ci dice uno studio osservazionale su 48 mila persone durato 18 anni che è stato poi pubblicato sul British Medical Journal.

Chi vive più a lungo? I vegetariani, i pescetariani oppure i carnivori?

La ricerca è stata fatta dagli scienziati dell’Università di Oxford i quali hanno analizzato i dati dell’EPIC-Oxford study, un progetto a lungo termine sul rapporto tra dieta e salute.

La metà dei  partecipanti, i quali sono stati tutti reclutati tra il 1993 e il 2001, era carnivora, mentre poco più di 16 mila persone si dichiarava vegetariana o vegana, e 7500 volontari erano pescetariani.

Gli stessi hanno compilato questionari sulle proprie abitudini alimentari al momento del reclutamento per poi rifarlo nel 2010.

Sono trascorsi quindi 18 anni di follow-up in cui ci sono stati 2820 casi di cardiopatie ischemiche e 1072 casi di ictus ,di cui 300 emorragici, dovuti alla rottura di un vaso debole con la perdita di sangue nei tessuti cerebrali circostanti.


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I risultati dello studio

Ma cosa è emerso fuori?  Per essere molto più chiari è saltato fuori che i pescetariani hanno mostrato di correre un rischio di malattie cardiache del 13% inferiore rispetto ai carnivori.

Cosa meno probabile per vegetariani e vegani la cui probabilità è risultata più bassa del 22%, rispetto agli onnivori.

C’è una sorpresa: l’alimentazione vegetariana o vegana comporta anche ad un rischio più alto del 20%, rispetto a quella onnivora, di incorrere in un ictus, soprattutto emorragico.

Tale probabilità equivale a 3 casi di ictus in più su una popolazione di 1000 persone nell’arco di 10 anni, e dipenderebbe dalla carenza di vitamina B12, fondamentale per la salute del sistema circolatorio e di quello nervoso, trovabile in alimenti di origine animale.

Ovviamente però questi risultati  sono semplici associazioni e non relazioni di causa-effetto: quindi, le ricadute sulla salute potrebbero dipendere da altri fattori legati allo stile di vita dei vari gruppi alimentari.

In conclusione, a prescindere dalle scelte alimentari, è importante avere una dieta variegata, bilanciata e ben pianificata, ricca di tutti i nutrienti indispensabili.

Con questo diciamo che non sempre uno stile alimentare è migliore di un altro, questa caratteristica del variare non è sempre rispettata né dai carnivori, né dai vegani e vegetariani.

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