San Valentino, le origini della festa

Festa commerciale o no, quella di San Valentino ha delle origini molto profonde e molto anitiche. Scopriamole assieme a qualche curiosità.

Tra pochi giorni  sarà la festa di San Valentino, la festa degli innamorati. Tale data, sebbene sia divenuta nel corso del tempo una festa di tipo commerciale, ha delle radici molto profonde e antiche che risalgono addirittura all’epoca precedente al Cristianesimo. Infatti, la festività di San Valentino si rifà ad una festa pagana, che precedette di tanto tempo l’esistenza del santo di cui porta il nome. Scopriamo qualcosa in più su questa festa tanto contestata, ma che ha comunque un’interessante base storica.

San Valentino: le origini storiche di una festa non solo commerciale

Come abbiamo anticipato nell’introduzione, prima dell’arrivo del Cristianesimo e del santo di cui la festa porta il nome, esistevano nell’antica Roma delle festività poco pudiche.

Si trattava dei Lupercalia, dei riti pagani dedicati a Luperco, il dio della fertilità.

Tale festa si celebrava nel giorno del 15 di febbraio e prevedeva dei riti sfrenati e molto trasgressivi, che non badavano alla moralità.

Addirittura, si narra che le matrone delle famiglie romane, per loro stessa volontà si offrivano nel subire i colpi di frusta date da alcuni giovani, che girovagavano nudi poiché devoti a Luperco.

Non rifiutavano di fare altrettanto le donne incinte, le quali pensavano che subire certe frustate potesse addirittura far bene al piccolo o alla piccola che sarebbe poi nata.

Le cose iniziano a cambiare quando nel 496 d. C. viene nominato papa Gelasio I.

Quest’ultimo era intento ad eliminare una simile festa oscena e decise di iniziare dalla data. Di qui la volontà di recedere di un giorno, proprio il giorno dedicato al santo degli innamorati, appunto San Valentino.

Da questo momento in poi, non sarebbero più esistiti riti del genere, ma la festa andava ad assumere una tonalità più pacata, in linea con la moralità pudica cristiana.

Chi è stato il vero San Valentino della storia?

Ma veniamo all’aspetto più assurdo e curioso di questa festa: esiste più di un San Valentino e tutti tali santi omonimi furono dei martiri.

Ne conosciamo soltanto due.

Iniziamo da un primo santo con questo nome, originario di Interramma, l’attuale Terni. Costui nel lontano 176, era particolarmente attento alla protezione degli innamorati, guidandoli verso il matrimonio e verso la creazione di una famiglia.

Ricordate la storia del santo di nome Valentino che incontrò due innamorati che litigavano e li fece riappacificare con una rosa? Sì, è proprio lui.

Del secondo San Valentino sappiamo che morì a Roma proprio il giorno del 14 febbraio dell’anno 274, morendo decapitato.

Quest’ultimo morì in tal modo, per volere della giustizia dell’epoca, perché celebrò il matrimonio tra una cristiana di nome Serapia e un pagano di nome Sabino.

La parte più struggente di questa storia è che subito dopo averli nominati marito e moglie, i due innamorati morirono insieme.

Ma San Valentino è divenuto famoso come santo dell’amore grazie ad un autore inglese il cui nome era Geoffrey Chaucer, celebre per la sua opera principale “I racconti di Canterbury”, chiaramente ispirata al Decameron di Giovanni Boccaccio.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.