100 secondi alla fine del mondo per l’Orologio dell’Apocalisse

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24/01/2020

L’orologio dell’Apocalisse è a 100 secondi dalla fine del mondo: vediamo cosa significa e cosa vogliono dirci gli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists.

100 secondi alla fine del mondo per l’Orologio dell’Apocalisse

Viene aggiornato ogni anno il Doomsday Clock e se nel 2019 eravamo alle 23:58:00 nel 2020 siamo alle 23:50:20. Il tempo si è accorciato e mai come quest’anno, per l’orologio dell’Apocalisse siamo stati così vicini alla fine del mondo. 100 secondi alla mezzanotte, contro i i 2 minuti del 2019. Cosa sta succedendo?

100 secondi alla fine del mondo

Ideato nel 1947, in piena Guerra Fredda, per determinare il tempo che l’umanità aveva davanti per evitare la catastrofe nucleare, il Doomsday Clock viene aggiornato dagli scienziati ogni anno e mai come quest’anno è stato così vicino alla mezzanotte a causa dell’avanzare delle incertezze su clima e su nucleare.

Fino ad oggi gli anni più a rischio sono stati il 1953, 1918 e 2019 quando l’orologio segnava 2 minuti alla mezzanotte, ovvero 2 minuti alla fine el mondo. Nel 1953 a causa dello sviluppo dell bomba ad idrogeno da parte di Usa e Russia. L’anno più lontano dalla fine, invece, è stati il 1991 grazie alla fine della Guerra Fredda.

A muovere le lancette dell’orologio dell’Apocalisse sono gli scienziati del board Scienza & Sicurezza del Bulletin of the Atomic Scientists che include, tra l’altro 18 premi Nobel. A partire dal 2015, quando si è presa coscienza del surriscaldamento globale, purtroppo, e quando l’orologio segnava le 23:57, è stato un continuo avvicinarsi alla mezzanotte.

Quello che tentano di dirci gli scienziati è che il mondo non è mai stato così vicino alla catastrofe sia per il riscaldamento globale che per una possibile guerra nucleare e proprio per questo, rispetto allo scorso anno, le lancette dell’orologio dell’Apocalisse sono state spostate in avanti di 20 secondi. Per gli  scienziati, infatti, serve un’azione chiara e decisa visto che siamo di fronte ad un’emergenza vera e propria e non si parla più di minuti ma di secondi.