Sclerosi multipla: la diagnosi va fatta con cura e quali sono i sintomi da non sottovalutare

Sclerosi multipla, I sintomi da non sottovalutare.

La prima cosa da fare quando si parla di sclerosi multipla occorre fare una diagnosi con molta cura e differenziarla da altre malattie neurologiche, come possono essere RIS e CIS. Per determinare la sclerosi multipla ad un soggetto non esiste una semplice analisi per determinarlo, c’è bisogno di fare e poi mettere insieme vari esami e unirli ad un’osservazione prolungata del soggetto.

La diagnosi della sclerosi multipla va fatta con cura, vediamo come è perché

Bisogna fare molta attenzione quando si parla di sclerosi multipla, esistono diverse patologie simili, una di queste è chiamata RIS che significa sindrome radiologicamente isolata, dove tramite una risonanza magnetica si evidenzia una lesione, che non dà conseguenze e che non è detto che diventi per forza sclerosi multipla.

Oppure ci può essere la forma chiamata CIS, una forma clinicamente isolata e anche questa non è detto che si tramuti in sclerosi multipla. Certo in entrambi i casi bisogna essere seguiti da un neurologo e decidere insieme la terapia da seguire.

La cosa molto importante oggi è che sono stati fatti passi da gigante e la sclerosi multipla la si può affrontare grazie a dei farmaci e grazie ad una rete di assistenza e alla rete sociale dando la possibilità a tutti di vivere una vita oltre la sclerosi multipla.

Ecco come può presentarsi la sclerosi multipla

Con la sclerosi multipla si possono subire delle lesioni a carico del sistema nervoso con la perdita di mielina, che vanno a toccare il sistema nervoso formando così delle piccole cicatrici chiamate placche. I maggiori sintomi della sclerosi multipla possono essere un calo improvviso della vista, vedere doppio, movimento degli occhi incontrollabili, perdita del tatto, formicolio, intorpidimento, sentirsi affaticati e avere una debolezza totale. Con questi sintomi è necessario fare dei test sul sangue e sul liquido cerebrospinale e una risonanza magnetica.

Con gli ultimi sviluppi e le ultime terapie, si èriusciti a recuperare le funzioni compromesse che pian piano diventano parziaie e solo dopo un decorso di 15/20 anni possono diventare progressive. I passi da gigante che sono stati fatti in questo campo vanno in principale modo a favore dei giovani che, una volta scoperta la malattia possono godere almeno di una ventina di anni di una vita quasi normale, prima non era così. Si spera con gli anni e con le ricerche di allungare questi tempi il più possibile.

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