Scuola: 10 alunni per ogni classe a settembre, la proposta

Per il rientro a scuola di settembre le parti sociali chiedono la creazione di classi da 10 o 13 alunni per sicurezza. Cosa penserà la ministra?

Mentre tutti gli studenti d’Italia continuano le loro lezioni con la didattica a distanza, chi ne ha il potere pensa alla riapertura della scuola prevista nel mese di settembre e non oltre. In effetti, da quando il problema Coronavirus è arrivato anche da noi in Italia, una delle principali preoccupazioni del nostro governo è stata la scuola e a come riaprirla nel modo più sicuro possibile. Dopo mesi e mesi trascorsi a immaginare tutti i possibili scenari, le cose iniziano a farsi più serie. In particolare, le parti sociali chiedono che la scuola riapra a settembre con classi aventi massimo 10 o 13 alunni. La ministra Azzolina, a prescindere dalla decisione, sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda delle parti sociali dato che da sempre vuole combattere il fenomeno delle classi pollaio.

Scuola, a settembre 10 alunni per classe, la proposta

Questa è la proposta dei sindacati che vogliono presentare alla ministra Azzolina e a tutta l’equipe del MIUR, in modo da evitare ulteriori problemi di sicurezza.

La ministra, dal canto suo, potrebbe essere d’accordo con tale richiesta poiché, a prescindere dalla situazione di emergenza, da sempre ha combattuto contro le classi pollaio.

Giorni fa, inoltre, aveva anche avanzato un’ulteriore ipotesi di riapertura della scuola di settembre.

Smentendo l’organizzazione delle classi in doppi turni e l’aumento delle ore di lezione, la ministra aveva piuttosto pensato a dividere la classe in due gruppi che per metà settimana si alterneranno con la didattica a distanza e la restante metà in presenza.

Ma non è finita qui: altra richiesta dei sindacati è la nomina di un commissario straordinario, scelto fuori dall’ambito ministeriale e soprattutto competente.

Un progetto del genere comporterebbe l’utilizzo di 3 miliardi di euro solo per suddividere le classi delle scuole primarie e dell’infanzia.

Altri  2 miliardi, poi, dovranno essere indirizzati alle scuole superiori per lo stesso motivo.

Ma i conti non finiscono qui dato che si contempla l’utilizzo di altri 5 milioni di euro per acquistare sia guanti monouso che mascherine.

Chiudiamo la somma con 6 miliardi necessari per i processi di ristrutturazione delle scuole.

Attendiamo ulteriori informazioni al riguardo nei giorni che seguiranno.

 


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.