Segregata in casa per 25 anni perché ama un uomo che non deve, la vera storia di Blanche Monnier

La storia di Blanche Monnier non solo appartiene al passato, ma purtroppo si ripete ogni giorno in qualsiasi parte del mondo. Segregata in casa all’età di 24 anni per un amore non condiviso dalla sua famiglia, viene salvata dalla polizia 25 anni dopo grazie ad una lettere anonima.

Sembra una storia dei giorni nostri, ma non lo è. La storia o meglio la disgrazia di Blanche Monnier può essere fonte di ispirazione per film horror o thriller. La sua è una storia agghiacciante, che fa impressione solo ad immaginarla, ma che purtroppo è stata documentata anche da foto. Come possono una madre ed un fratello fare questo ad un loro caro? Com’è stato vivere per ben 25 anni in questa situazione? Ma la cosa che più spaventa è che la storia di Blanche Monnier  si ripete ogni giorno in ogni parte del mondo. E’ davvero questa la cosa più agghiacciante. Impariamo dal passato per non sbagliare in futuro.

Quando la realtà è più spaventosa della finzione

Blanche Monnier era una bellissima ragazza francese nata a Poitiers nel marzo del 1849. La sua famiglia era composta dalla madre, dal padre, un docente universitario di Lettere, e da un fratello sposato che era stato anche sottoprefetto. Fin qui tutto bene, o almeno così sembra. Dopo la morte del padre, la ragazza inizia una relazione con un avvocato più grande di lei di ben 30 anni, oltre ad essere repubblicano e protestante. La madre, però, non vede di buon occhio la relazione e decide di porvi fine nel peggiore dei modi: segrega per ben 25 anni la giovane in una stanza, senza cibo e senza acqua, con l’aiuto dell’altro figlio.

Una lettera anonima libera Blanche Monnier

Gli anni passano e Blanche Monnier è ormai abbandonata a sé stessa. Ma finalmente nel maggio del 1901 arriva una lettera anonima alla polizia che recita le seguenti parole: “Ci terrei ad informarvi di un fatto straordinariamente singolare. Sto parlando di una donna, rinchiusa nell’appartamento di Madame Monnier, denutrita e costretta a vivere da venticinque anni in una putrida latrina”. La lettera anonima viene confermata anche da una vicina che sentì urlare dalla casa di Blanche Monnier parole come:” “Che cos’ho fatto per meritarmi questo? Se Dio esistesse, non lo permetterebbe”. La poverina fu salvata il 1 giugno del 1901. I poliziotti la trovarono in una scena raccapricciante: una stanza buoia, con un materasso di paglia, escrementi, croste, frammenti di carne, di verdure e di pesce. L’aria era insana, oltre alle ostriche e agli insetti. La povera Balnche Monnier fu trovata in fin di vita, all’eta di 49 anni, come uno scheletro che pesava solo 25 chili.

Cosa successe dopo

La madre ed il fratello non opposero resistenza all’arresto; secondo alcuni la madre di Blanche Monnier fu portata in manicomio dove morì dopo 15 giorni dal fatto. Le sue ultime parole furono per la figlia. Secondo altri,invece, fu prima arrestata e poi dimessa per problemi di cuore che la portarono alla morte. Per quanto riguarda il fratello, fu condannato a 15 mesi di carcere, secondo altri a 11 mesi per poi essere liberato perché era un semplice complice. Per quanto riguarda la povera Blanche Monnier,  fu portata nello stesso giorno della liberazione all’Hôtel-Dieu di Parigi, dove riprese qualche chilo ma non ce la fece. Dopo 12 anni morì all’età di 64 anni, ormai tormentata dalla ripercussione psicologiche della sua famiglia. Da questo episodio, nel 1941, fu emanata la “Legge sull’ommissione di soccorso alle persone in difficoltà”.

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.