Separazione, casa coniugale e figli maggiorenni: quali diritti

Cosa accade alla casa coniugale assegnata ad uno dei due coniuge all’atto di separazione con l’autosufficienza dei figli?

Affrotiamo in questo articolo il delicato argomento della casa coniugale nel caso di coppie non sposate. L’assegnazione della casa può essere rivista con l’autosufficienza raggiunta del figli? Vediamo come prevede la normativa al riguardo rispondendo al quesito di un lettore.

Casa coniugale e separazione

Il nostro lettore ci chiede:

Gentile avvocato, 

le scrivo per proporle il mio dilemma. Sono padre di un figlio di 23 anni. Ho convissuto fino a 3 anni fa con la madre di mio figlio (mai sposati, solo conviventi) con la quale abbiamo acquistato, nel 2011 un immobile di cui ancora stiamo pagando il mutuo (mancano ancora 22 anni).
Ora è più di un anno che mio figlio ha deciso di andare a vivere da solo e la madre è rimasta a vivere nell’immobile in questione. Io oltre a passare il mantenimento al ragazzo per pagarsi le sue spese, compreso l’affitto, mi ritrovo a pagare il 50% di un mutuo per l’immobile di cui sopra e a dover pagare le mie spese per vivere.
La mia domanda è la seguente: è possibile chiedere alla mia ex convivente una parte di affitto per l’occupazione dell’immobile?
E’ possibile, nel caso lei non voglia pagare tale affitto costringerla in qualche modo a lasciare l’immobile per affittarlo ad una terza persona o venderlo?
La ringrazio in anticipo
 

Gent. mo Sig.   

  Come è noto, la natura del provvedimento di assegnazione della casa coniugale risponde all’ esclusiva esigenza di  tutela  dell’interesse morale e spirituale proprio della prole, al fine di garantire ai figli il  mantenimento dell’habitat domestico affinché sia reso meno traumatico il cambiamento di vita causato dalla rottura del nucleo familiare.

    Quindi, non si parla di diritto di assegnazione della casa coniugale alla moglie o al coniuge, né  o al convivente more uxorio  o al partner, bensì di diritto di assegnazione al “genitore collocatario, ossia alla madre o al padre che vive nella casa insieme ai figli, in quanto,  genitore collocatario.

    Alla luce di quanto sopra, presupposto per ottenerema anche per continuare a mantenere, l’assegnazione della casa è la presenza dfigli minorenni oppure di figli maggiorenni non economicamente autosufficientipertanto laddove in presenza di  figli maggiorenni autosufficienti l’altro genitore – generalmente il padre – potrà domandare al Tribunale  tramite il proprio avvocato di fiducia, di accertare l’anzidetta autonomia del figlio, chiedendo, pertanto, non solo il venir meno del diritto all’assegnazione della casa ma, in certi casi, anche del diritto di mantenimento.

Cordialmente Avv. Fernanda Elisa De Siena


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Avv. Fernanda Elisa De Siena

L'Avv. Fernanda Elisa De Siena del Foro di Roma, dove vive ed esercita, si occupa del diritto civile in senso ampio con specializzazione in diritto previdenziale e lavoro, famiglia e minori.