Sergio Bramini, l’imprenditore fallito per colpa dei crediti ATO, usato dal governo giallo – verde?

Sergio Bramini, imprenditore  di 70 anni, ex titolare d’ azienda fallita operante nel campo della gestione rifiuti. Che fine le promesse di maggio?

Sergio Bramini, imprenditore  di 70 anni, ex titolare della “Icom“, azienda fallita operante nel campo della gestione rifiuti  riceve le promesse  di Di Maio e Salvini. Nei fatti ancora nulla.

A maggio scorso, prima della formazione del governo definito da alcuni  del cambiamento, gli attuali vice premier Salvini e Di Maio andarono a trovare personalmente, con corteo al seguito,  l’imprenditore lombardo fallito a seguito dei crediti vantati dalla ATO di Ragusa.

Viene indicato oppure usato  come l’emblema dello Stato da cambiare con il nuovo corso gialloverde.

Di certo è che tra tweet, problemi con la geografia ed esami mancati, sembrerebbe che di Sergio Bramini non se ne parli più ovvero non venga più parlato del suo progetto di  abrogare l’articolo 560 della legge 119/2006.

La storia di Bramini:

L’azienda di Bramini era florida, ha vinto diversi appalti nel Sud Italia per l’emergenza rifiuti. Tutti contratti con pubbliche amministrazioni.
Dal 2005 però gli enti pubblici hanno smesso di pagare oppure lo facevano col contagocce. L’azienda inizia ad avere grosse difficoltà poiché il principale committente era rappresentato appunto dalle P.A.  Per circa 6 anni Bramini paga l’Iva su fatture “mai riscosse”.  Si trova di fronte ad un bivio: Dichiarare fallimento e licenziare i dipendenti o andare avanti?
L’imprenditore a quel punto decide di fare due mutui. Uno di 500 mila euro mettendo a garanzia la casa. e un altro, di pari importo sugli uffici al fine di pagare il personale e il gasolio, necessari per andare avanti e non incorrere nella accusa di sospensione di servizio di pubblica utilità.  Nel 2011 l’azienda però fallisce con un credito vantato  soprattutto dalla ATO Ragusa.

Cos’è l’ATO Ragusa

L’ATO era una società per azioni, i cui azionisti erano i comuni. Se un Comune non paga l’ATO, l’ATO non ha i soldi per pagare.

Ma il ritardo nei pagamenti sembrerebbe una “malattia” di molte aziende pubbliche. Una malattia che però distrugge principalmente gli imprenditori e coloro che ci lavorano.

Cosa è accaduto

“Ho venduto la Mercedes e quando ho avuto quei contanti li ho divisi con i miei dipendenti” – ha dichiarato Bramini.

Non avendo dichiarato prima fallimento ed aver cercato di resistere si sarebbe rivelato un boomerang che lo ha colpito in pieno: nonostante i crediti la sua casa messa a garanzia di uno dei due mutui è stata messa all’asta.

Non è l’unico caso

Molti imprenditori per via della crisi che crea un circolo vizioso come un cane che si morde la coda sono nella stessa situazione. Molti gettano la spugna facendola finita. Ma la situazione di certo non cambia.

Perché i crediti di Bramini vantati nei confronti dell’ATO non sono stati messi nella piattaforma del Ministero?

Perché la giustizia in campo tributario è scadente?

Le banche hanno tra le loro finalità “vendere soldi” in cambio di una garanzia per la restituzione.  Spesso la restituzione non avviene, non si riesce più ad onorare il pagamento delle rate per perdita di lavoro, malattia, mancati pagamenti di commesse.

Che fare?

La dignità arriva ai livelli minimi e la disperazione per chi ha sempre pagato arriva alle stelle. Ci si sente strozzati anche senza corda. La prima cosa a saltare oltre spesso allo squilibrio familiare è la casa di abitazione.

Gli eventuali minori presenti o persone malate che fine faranno? Se una persona ha preso in prestito dei soldi è giusto che li renda ma se non può più farlo può essere privato del diritto di abitazione? Come tutelare il cittadino e anche la banca il cui scopo è appunto da sempre vendere soldi?

Forse anziché chiudere negozi bisognerebbe pensare a creare opportunità di lavoro.

Se una persona lavora, dopo aver garantito il necessario per la famiglia, può onorare i propri debiti. Ma senza lavoro non si può fare nulla.

Dove sono finite le agevolazioni per le imprese del sud che assumono senza distinzioni di età? Dove sono finite le agevolazioni per le assunzioni delle  Donne?

Sergio Bramini con SalviniSergio Bramini ha portato alla luce un problema molto importante nel paese ma tra tweet e messaggi social  la gente continua a farsi la guerra tra poveri. Servono norme non tweet.

Basta usare le disgrazie altrui solo per farsi pubblicità e per appagare il proprio ego.

A Bramini non sarebbe  andata giù la grande parata fatta quando serviva un testimonial, seguita poi dall’attuale disinteresse: – “Ricordo Salvini che mi dice Sergio se ti cacciano da casa chiamami e vengo subito. L’hanno chiamato cinque volte e non s’è visto. Né lui né Di Maio”.

A cosa è servito dare un incarico a Bramini presso il ministero mentre si continua con le esecuzioni immobiliari?

 

Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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