Severn prima di Greta, chi è la bambina che si fece sentire nel 1992

Era il 1992 e Severn Cullis-Suzuki anticipava di molto le parole ed i gesti di Greta Thunberg. Da allora, però, le cose non sono affatto cambiate.

Tutti noi oggi conosciamo Greta Thunberg e le sue battaglia per l’ambiente, ma non tutti sanno che prima di Greta c’era un’altra bambina che si batteva per le stesse cose. Era il lontano 1992 e Severn Cullis-Suzuki diceva: “Sono qui a parlare a nome delle generazioni future. Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono i buchi dell’ozono, ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche contiene. E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre. Quando avevate la mia età vi preoccupavate forse di queste cose? Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, e mi chiedo se siete coscienti che non le avete neppure voi”.  Cosa sappiamo di lei?

Prima di Greta c’era Servern, cosa ci ha lasciato?

Era il 1992 e la giovane canadese Severn Cullis-Suzuki, che aveva solo 12 anni, parlò al vertice della Terra di Rio de Janeiro.

Quell’occasione divenne una qualcosa che fece scoop dato che passò alla storia come “la bambina che zittì il mondo per 6 minuti”, ovvero la durata del suo discorso alle Nazioni Unite.

Anche Cullis-Suzuki era preoccupata degli effetti del cambiamento climatico e il discorso fu molto appassionato, la stessa passione che la Thunberg mise nel suo discorso mentre era al vertice Onu di New York sui cambiamenti climatici, lo scorso 23 settembre.

Greta come Serven?

E’ difficile dire con certezza che Greta si sia rifatta alla vicenda di Servern o che abbia ascoltato il suo discorso del 1992.

Ma alcuni passaggi dei due discorsi sono molto simili: in entrambi si sottolinea una forte preoccupazione per il futuro del pianeta nonostante la loro favorevole condizione di vita, e poi la grande delusione.

Sì, la delusione che entrambe provano e provarono nei confronti dei grandi che dovrebbero proteggere i più deboli, i più piccoli.

“Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere” dice Cullis-Suzuki e il rischio “non è accettabile per noi che vivremo le conseguenze” aggiunge Greta.

“Ciò che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole” e Greta, 27 anni dopo, avverte: “Lo sguardo delle future generazioni è sopra di voi”.

Insomma, se messi insieme i due discorsi sembrano essere un unico discorso.

I ricordi degli altri di quel momento storico

Giusto richiamare il precedente. Il suo intervento fu straordinario e seppe toccare in maniera sopraffina tutti gli argomenti, dalla biodiversità alle estinzioni, dalla povertà alla fame nel mondo” .

Questo è quello che ha detto all’AdnKronos, Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf, che ricorda bene il discorso di Severn Cullis-Suzuki.

Lo stesso Bologna, infatti, nel 1992 era al vertice di Rio de Janeiro come esperto non governativo all’interno della delegazione italiana.

“Severn, a differenza di Greta, che ha mobilitato milioni di giovani in tutto il mondo, non aveva questo grande movimento alle spalle, ma veniva da una famiglia molto impegnata: figlia di David Suzuki, grande genetista ambientale, e della scrittrice Tara Elizabeth Cullis. Il suo intervento fu molto bello, scritto molto bene e lei lo lesse con grande fermezza e convincimento. Tutti rimasero colpiti per la franchezza con cui seppe esprimere il punto di vista dei giovani su quegli argomenti. Sono passati 27 anni ma quelle problematiche ambientali non sono state risolte”.

Questo per farci capire come a volte le cose ritornino, sotto diversa forma e magari con diversa considerazione da parte degli altri, ma esse ritornano.

I problemi del 1992 sono anche i problemi del 2019 e magari fra altri 30 anni ritroveremo ancora una ragazzina a far dubitare i potenti del pianeta.

Forse gli stessi non lo faranno, ma almeno hanno avuto la possibilità, l’occasione di confrontarsi con la realtà: una ragazzina.

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.