Sigarette elettroniche arriva la stangata: liquidi in aumento da 2,50 a 7,50 euro la boccetta

La tassa sui liquidi delle sigarette elettroniche appare ingiusta e immotivata visto che è applicata anche ai liquidi che non contengono nicotina.

La rivoluzione si sta abbattendo sui fumatori di e-cig  italiani cui la Legge di Bilancio 2018 ha portato un’amara sorpresa: le sigarette elettroniche sono state equiparate a quelle tradizionali e il loro controllo è stato trasferito al Monopolio di Stato che ha imposto una tassa fissa di 0,37344 euro più Iva ogni ml, circa 5 euro ogni flacone da 10 ml di liquido (indipendentemente dal fatto che contenga o meno nicotina). Dal 2 gennaio, quindi, un fumatore di e-cig si troverà a pagare una boccetta di liquido che fino al 31 dicembre pagava 2,50 euro, circa 7,50 euro, un aumento che sicuramente ucciderà il mercato degli svapatori considerando che la maggior parte dei consumatori sono ragazzi al di sotto dei 18 anni.

La stangata sulle sigarette elettroniche

Anche compare una boccetta di glicerina e aromi, che crea solo vapore acqueo, vedrà applicata la stessa tassa, come a dire che tassano l’aria che respiriamo.

«Siamo nella situazione paradossale che in Italia le sigarette costano meno rispetto ad altri Paesi, mentre gli strumenti a rischio ridotto (come le sigarette elettroniche, ndr) costano molto di più».

In queste poche parole del deputato Dem, Sergio Boccadutri descrive la situazione che si sta creando per i fumatori di sigarette elettroniche.

La sentenza che rende legittima la tassa sui liquidi delle e-cig dice che l’imposta ha come «finalità primaria il recupero di un’entrata erariale (l’accisa sui tabacchi lavorati, ndr) erosa dal mercato delle sigarette elettroniche». Ovvero visto che molti fumatori non fumano più sigarette dal pacchetto lo Stato deve recuperare in qualche modo i mancati incassi.

 

 

 

Redazione

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