Simone, minacciato nel condominio perché chiede l’ascensore per i disabili

La storia di Simone è davvero assurda e vera allo stesso tempo: un uomo disabile minacciato per aver chiesto un ascensore apposito. Non è uno scherzo.

Non è una storia bella quella di cui vi stiamo parlando. Una storia che per quanto possa sembrare lontana da noi, in realtà rispecchia tantissimo il pensiero che le persone hanno su quelle diversamente abili. Il protagonista di questa assurda, ma vera storia è Simone, un uomo che si è ritrovato disabile dopo un incidente sul lavoro e che ha  chiesto e ottenuto l’installazione di un ascensore più funzionale nel condominio. All’età di 36 anni, con moglie e figli, Simone è minacciato dal condominio perché ha chiesto ed ottenuto una cosa che gli spettava di diritto.

Se sei disabile e hai chiesto un ascensore apposito, ti minacciano nel tuo condominio

Prima dell’accaduto,  Simone lavorava come fornaio non lontano dalla casa in zona Centocelle dove vive con la moglie Karolina, 32 anni, e i figli gemelli, un maschio e una femmina, di 12 anni.

Purtroppo, l’anno scorso Simone, dopo una nottata di lavoro, torna a casa con un forte dolore alla schiena dopo aver sollevato un peso eccessivo.

Tutto normale, sembrerebbe, ma quando il mattino dopo Simone si sveglia e accusa un’insensibilità alle gambe.

I medici gli comunicano che il fornaio abbia avuto un’ernia che aveva aveva lesionato il midollo spinale.

Ovviamente, in una situazione del genere tutto inizia a cambiare, ma sempre con la voglia di farcela. Quindi, la moglie di Simone, durante una riunione di condominio, riesce ad ottenere il cambio dell’ascensore, per averne uno più grande, utilizzabile anche con la sedia a rotelle.

Nonostante i tempi di installazione dell’ascensore nuovo siano stati davvero molto veloci, alcuni loro vicini non hanno apprezzato la cosa.

Pertanto, la bella famiglia che ha già di suo delle gatte da pelare, si è ritrovata dei messaggi come:

«Brutto paraplegico del c…o, guarda che estate di m…a ci stai facendo passare. Se quando è finito l’ascensore non lo usi tutti i giorni, ti auguro che oltre al pisello ti si blocchi anche il cervello. Buona giornata».

Ma la moglie di Simone non ha avuto a rispondere con un altro messaggio:

«Grazie per le parole gentili, a mio marito non funzionano le gambe, a te invece non ha mai funzionato il cervello! Penso che l’ascensore sarà utile a tutti, ma se sei uno con le palle sarai l’unico a non usarlo, vero? Se scopro chi sei ti denuncio, dopo sono c…i veri per te! Questa situazione non è difficile solo per voi ai piani superiori ma anche per noi che dobbiamo usare un macchinario terrificante, ma che c…o ne sai tu della vita difficile, sei un grande imbecille».

Questa storia, testimonia come ancora oggi la disabilità sia avvertita come fastidio, e come le persone davvero non riescono a vedere più al di là del loro naso.

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.