Sindrome del colon irritabile, è veramente una malattia

Colon irritabile, caratterizzata da ansia e stress, i disturbi cronici legati all’apparato gastrointestinale sono la maggioranza e, purtroppo, sempre in aumento, ma è davvero una malattia?

Colon irritabile, “il secondo cervello è nell’intestino” questa affermazione, che può sembrare a molti inconsueta o addirittura sconosciuta, è una scoperta molto importante capace di far collaborare insieme medici,psicologi e biologi.

Infatti nella società contemporanea, caratterizzata da ansia e stress, i disturbi cronici legati all’apparato gastrointestinale sono la maggioranza e, purtroppo, sempre in aumento.

La sindrome del colon irritabile è forse il disturbo più conosciuto ed è materia di studio di psicologi e medici.

E’ Veramente una Malattia?

In effetti la sindrome del colon irritabile non è una patologia  vera e propria, bensì una sindrome funzionale (non riferita a una patologia organica dell’intestino). Fu individuata per la prima volta da Jacob Mendez Da Costa nel 1871, che la definì “enterite membranosa” e successivamente trattata in maniera più approfondita da Henry Bockus nel 1929, che ne definì i sintomi e ne diede una prima descrizione clinica ovvero: ”Disturbo o una serie di disturbi persistenti dell’alvo intestinale, che non dipendono da alcuna lesione o patologia conosciuta”.

Questo disturbo presenta tre sintomi principali o fondamentali ed alcuni secondari che variano da persona a persona:

  • Dolore addominale con annesso gonfiore
  • Alterazione della frequenza evacuatoria
  • Malessere generalizzato
  • Senso di incompleta evacuazione alleviato da una successiva evacuazione
  • Alterazione dell’aspetto delle feci.

Si parla di Colon Irritabile se almeno tre di questi sintomi persistono per un periodo minimo di tre mesi.

Entra in gioco la Psicologia

Nel corso degli anni,poichè la sola terapia farmacologica non dava risultati soddisfacenti la psicologia ha iniziato ad indagare ed affrontare questa sindrome, non partendo dai sintomi, bensì dalle cause di natura psicologica da cui scaturivano questi attacchi.

I risultati furono sorprendenti. si notò infatti che la sindrome sorgeva in seguito ad un episodio di natura morbosa(dissenteria,intossicazione alimentare ecc.) ma la cronicizzazione aveva origini squisitamente psicologiche. si osservò infatti che, in seguito ad eventi fortemente stressanti, gli episodi sintomatici aumentavano in maniera esponenziale con un picco ed una maggiore incidenza nei soggetti che svolgevano professioni e mansioni  caratterizzati da stress continuati, competizione continua ed alti standard prestazionali.

Oggi in America questa condizione è chiamata la sindrome della donna in carriera perché colpisce soprattutto le donne ambiziose, tese al raggiungimento di obiettivi e alti livelli di carriera.

Ad oggi si è scoperto che,esiste un ponte tra l’intestino e il sistema nervoso, e da questi dipende la secrezione o inibizione della serotonina(neurotrasmettitore implicato nella contrazione della muscolatura liscia e quindi della motilità intestinale).

Molto spesso questa sindrome comporta un peggioramento della qualità della vita nei soggetti affetti, che sprofondano in una vera e propria depressione, pensando che la natura di questo disagio sia soltanto organica e di difficile guarigione. Invece le cause psicologiche sono preponderanti .

Ad oggi sono stati identificati dei fattori psicologici “tipo” ovvero:

  • Il perfezionismo
  • Bassa fiducia in se stessi
  • Tendenza ad autocolpevolizzarsi
  • Tendenza ad autozittirsi e a reprimere le proprie emozioni
  • Eccessiva rigidità comportamentale scaturita da schemi mentali rigidi e ben radicati

La psicologia e la medicina a braccetto

Ad oggi,la psicologia e la medicina hanno creato una sorta di terapia ibrida che prevede un approccio medico,per curare i sintomi,e un approccio psicoterapeutico per far luce sulle cause e risolverle al fine di ristabilizzare una corretta comunicazione tra intestino e cervello e dare una svolta alla vita di tutti coloro che soffrono di questa sindrome, seguendo, alla lettera, la famosa frase di Giovenale “Mens sana in corpore sano

Fabio Lisio

Mi chiamo Fabio, ho 23 anni. Studente universitario, sono una persona molto curiosa di tutto ciò che mi circonda. Appassionato di scienza, viaggi, lingue e culture straniere. Sono alla mia prima esperienza di "penna". Un proverbio giapponese racchiude la mia personalità "Cadere sette volte, rialzarsi l'ottava".