Coronavirus o influenza? Come distinguere i sintomi

Con l’avvicinarsi dei malanni stagionali è molto importante capire come distinguere i normali sintomi dell’influenza da quelli del Coronavirus

Con l’avvicinarsi delle consuete influenze stagionali, è preoccupazione di molti confondere i sintomi con quelli del Coronavirus. È quindi opportuno fare chiarezza su come distinguere i sintomi dell’influenza da quelli del ben più pericolo virus SARS-COV-2. 

I sintomi di influenza e Coronavirus negli adulti 

Uno studio condotto dai ricercatori della University of Southern California, ha analizzato 55mila casi confermati di Coronavirus in Cina e li ha confrontati con i dati sull’influenza stagionali raccolti dall’OMS. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Frontiers in Pubblic Health. In base alle analisi svolte, il team di studiosi ha potuto non solo differenziare i sintomi dell’influenza e del virus SARS-COV-2, ma ne ha anche ordinato la comparsa.

Nei casi di Coronavirus il primo sintomo che compare è la febbre, seguita da una tosse secca e costante e da forti dolori muscoli. In ultimi compaiono, in ordine, nausea e disturbi intestinali. L’obiettivo della ricerca era riuscire a ordinare i sintomi in modo da permettere agli operatori sanitari di fornire una diagnosi quanto più tempestiva. Nella normale influenza, infatti, il primo sintomo che compare è la tosse, seguita solo in un secondo momento dalla febbre. I virus influenzali, inoltre, colpiscono prima il tratto gastrointestinale inferiore (diarrea), rispetto a quello superiore (nausea e vomito). Chiaramente l’unico modo per avere la piena certezza si tratti di Coronavirus è sottoporsi al tampone.

Differenza nei bambini 

Il Direttore del reparto di Pediatria dell’ospedale Buzzi di Milano, Vincenzo Zuccotti, in un’intervista al Corriere della Sera, ha fatto chiarezza sulle principali differenze fra i sintomi dell’influenza e quelli del Coronavirus nei bambini. Se l’unico sintomo presente è la congestione nasale, senza disturbi gastrointestinali o congiuntivite, allora è plausibile si tratti di un banale raffreddamento stagionale. 

Qualora al raffreddore si aggiungessero, appunto, disturbi intestinali, nausea e vomito, una tosse secca e persistente e febbre superiore ai 37.5 la situazione può diventare più preoccupante ed è consigliabile avvisare il proprio medico curante. Per quanto riguarda la perdita di gusto e olfatto, un sintomo associabile all’infezione da Coronavirus, non è da confondere con la difficoltà fisiologica di sentire gusti e odori a causa della congestione nasale. In questo caso, infatti, è ancora possibile distinguere particolari sapori.


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