Smart working dipendenti statali fino a dicembre? Si va verso la proroga

Nella Pubblica Amministrazione lo smart working piace molto e si sta pensando ad una proroga che lo faccia durare almeno fino al 31 dicembre 2020 (anche se si pensa anche a farlo diventare strutturale).

L’epidemia di Coronavirus con l’emergenza sanitaria che ne è conseguita ha portato alla constatazione che, almeno nella pubblica amministrazione lo smart working funziona. I dipendenti statali, inoltre, sembrano aver gradito la modalità di lavoro agile. A questo proposito quali saranno le prossime mosse del Ministero?

Smart working dipendenti statali verso la proroga?

Lo smart working avviato nella Pubblica Amministrazione avviato nel corso dell’epidemia di COVID-19 vuole essere prolungato e proprio in queste ore la Funzione Pubblica del Governo sta pensando ad una proroga.

Attualmente lo smart working per i dipendenti statali è stato introdotto dall’articolo 90 della legge numero 34 del 2020, il quale articolo stabiliva che il lavoro in presenza doveva essere l’eccezione mentre il lavoro agile la regola.

In vista di un’eventuale proroga, in ogni caso, si dovrà rivedere proprio questo articolo per rimodulare le regole di fruizione del lavoro agile alla volta di garantire i servizi indispensabile con la progressiva ripresa delle attività economiche e produttive.

Ma lo smart working è piaciuto talmente tanto che si sta pensando di prorogare il lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazioni. Tale proroga dovrebbe essere contenuta nei correttivi all’esame alla Camera del decreto anticrisi.

La previsione è quella di prolungare la gestione dell’emergenza, con relativo smart working, fino al 31 dicembre. Questo, quindi, porterebbe alcuni dipendenti statali a poter lavorare in modo agile fino alla fine dell’anno. Altri 6 mesi circa, quindi, in cui lo smart working rimarrebbe invariato.

Ovviamente non esiste ancora una data certa, che resta ancora da individuare, ma il 31 dicembre 2020 sembrerebbe la data più probabile.

In ogni caso, a quanto sembra, la Funzione Pubblica vorrebbe spingere all’utilizzo dello smart working in modo strutturale piuttosto che tornare a quella che era la Pubblica Amministrazione prima dell’emergenza sanitaria.

Anche perchè al momento la certezza è che ai dipendenti statali il lavoro agile piace molto. Il bilancio di questi mesi di smart working, evidenzia che l’88% dei dipendenti la considera un’esperienza positiva e il 6,1% ritiene che quanto accaduto durante l’emergenza sanitaria, ovvero la cooperazione tra enti e anche nei rapporti con i cittadini, dovrebbe prevalere anche una volta che la fase di emergenza sia finita.

Da tenere presente, inoltre, che soprattutto per i dipendenti statali con figli, in questa fase in cui la scuole sono rimaste chiuse a causa del rischio contagio, mentre il lavoro è pian piano ripreso a partire dal 4 maggio scorso, lo smart working si è rivelato un provvedimento per poter anche rimanere a casa con i propri figli senza dover ricorrere a baby sitter (proprio per questo i dipendenti pubblici, con l’esclusione di alcune categorie specifiche che non hanno potuto beneficiare del lavoro agile, non possono fruire del bonus baby sitter).


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.