Spese condominiali non pagate, si rischia il pignoramento immobile?

Se hai dei pensieri e ti stai chiedendo se per le spese condominiali non pagate, rischi l’appartamento, ecco tutti i chiarimenti.

Lo si sa, in ogni condominio, piccolo o grande che sia, ci sono dei morosi. In alcuni casi basta che l’amministratore mandi una lettera di sollecito, in altri bisogna incaricare un avvocato e procedere per vie legali, e se neanche si riesce con l’intervento di un legale, si procede con una richiesta di decreto ingiuntivo. Da questo momento il debitore ha 40 giorni per fare opposizione se non vuol ricevere un pignoramento, che comporta il rischio del conto in banca, lo stipendio, il tfr, la pensione.

Per le spese condominiali non pagate si rischia l’appartamento?

Se hai dei pensieri e ti stai chiedendo se per le spese condominiali non pagate, rischi l’appartamento, ecco tutti i chiarimenti che possono fare al tuo caso.

a) Arretrati condominio: dopo quanto tempo agisce l’amministratore: agire contro i morosi per l’amministratore non è una facoltà, è un obbligo, anzi il codice civile lo impone entro un massimo di sei mesi dall’approvazione del bilancio consuntivo, se non lo fa, viene ritenuto responsabile. La Cassazione è arrivata a ritenere che, contro i morosi, se non si attiva l’amministratore, lo possono fare anche i singoli condomini, in quanto diretti interessati.

b) Cosa si può fare contro i morosi: il primo tentativo è quello bonario, una telefonata, un sollecito, una raccomandata, successivamente, in mancanza di risposta, si avviano gli atti giudiziari tramite un avvocato che deposita in Tribunale una copia del bilancio e richiede l’emissione del decreto ingiuntivo. Prima dell’esecuzione forzata, l’avvocato deve comunque notificare al debitore un ultimo avviso di pagamento entro 10 giorni, atto di precetto. L’amministratore può sospendere ai morosi l’uso dei servizi o delle parti comuni dell’edificio.

c) Pignoramenti contro chi non paga il condominio: dopo il decreto ingiuntivo, l’avvocato passa al pignoramento dei beni, si parte di solito al conto corrente del debitore, o un rapporto di lavoro presso il quale può essere pignorato il quinto dello stipendio, o, nel caso fosse di proprietà, l’immobile all’interno dell’edificio.

d) Esiste un limite di importo sotto il quale la casa non può essere pignorata? Anche a fronte di poche migliaia di euro, l’amministratore può ipotecare la casa e pignorarla. I limiti di importo, sono previsti solo per le esecuzioni immobiliari intraprese dall’agente della riscossione; si può iscrivere ipoteca solo se il debito supera i 20 mila euro, il pignoramento se si raggiungono i 120 mila euro.

e) Il condominio può pignorare la prima casa? Sicuramente, se questa è l’unica proprietà del moroso, anche qui il divieto di pignoramento della prima casa coinvolge esclusivamente l’agente della riscossione.

f) Se c’è un fondo patrimoniale la casa può essere pignorata? Il fondo patrimoniale non protegge la casa dai debiti condominiali, tale tutela vale solo contro i debiti di natura voluttaria o per investimenti, non copre per debiti contratti per esigenze familiari, quelle condominiali e le tasse.

g) Se il condominio mi pignora la casa cosa posso fare? Il pignoramento della casa é una procedura lunga e costosa, di conseguenza, mentre si svolgono le aste, nulla vieta al debitore di tentare un accordo con il condominio, una trattativa del genere può essere intrapresa anche senza avvocato.

Conto corrente: cosa prevede la legge in caso di pignoramento

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