Spese sanitarie: paghi in contanti perdi la detrazione fiscale? Sarà Vero?

Come non perdere le detrazioni fiscali del 19% sui pagamenti di farmaci, dispositivi o prestazioni mediche fornite da strutture pubbliche o private convenzionate.

In tema di spese sanitarie c’è un po’ di confusione sul metodo di pagamento e sul possibile rischio di perdere la detrazione fiscale del 19%. In questo articolo cercheremo in breve di fare un minimo di chiarezza. In primis è possibile ottenere il rimborso delle detrazioni sul pagamento dei farmaci, dispositivi o prestazione mediche, sempre. L’unica postilla che fa la differenza sul pagamento in contanti è il luogo di versamento, ossia, della struttura se è accreditata al SSN, oppure no. L’attuale normativa sulla tracciabilità del denaro impone il pagamento con l’uso di carte, bancomat o bonifici per le strutture non accreditate al Servizio Sanitario Nazionale italiano.

Contante o bancomat quale scegliere per non perdere la detrazione sulle spese sanitarie?

Prima di eseguire una prestazione medica, è consigliabile avere la tessera sanitaria, ma non solo, è importante munirsi di bancomat, carte. E, ancora capire se effettuare prima della prestazione sanitaria un bonifico intestato alla struttura o al medico. Tutto questo serve per non correre il rischio di perdere le detrazioni, e nello stesso tempo, rispettare in pieno la legge sulla tracciabilità in vigore dal 1° Gennaio 2020.

In sintesi, è possibile pagare in contanti senza correre il rischio di perdere la detrazione fiscale del 19% per le spese sanitarie relative a: medicinali, i dispositivi o visite mediche in generale, presso strutture pubbliche, oppure private, purché esse siano regolarmente accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.

Cosa cambia per le strutture non accreditate al SSN? Nel caso in cui le spese sanitarie riguardano strutture non convenzionate al Servizio Sanitario Nazionale, il pagamento in contanti non è ammesso per richiedere la detrazione fiscale. Infatti, la prestazione dovrà seguire i canali tracciabili, ossia, bancomat, carte e bonifici e così via.

Quali spese sanitarie si possono pagare in contanti alla cassa?

È ammesso il pagamento in denaro contante per spese sanitarie relative ai classici medicinali da banco come antidolorifici, antipiretico o omeopatico, acquistati presso le farmacie, parafarmacia e così via. In questo caso, è importante presentare il codice fiscale e mantenere lo scontrino fiscale parlante.

Mentre, nel caso dell’uso di servizi sanitari offerti dalle farmacie, il pagamento dovrà seguire i circuiti elettronici tracciabili. Parliamo, ad esempio dell’utilizzo di apparecchiature per elettrocardiogramma, monitoraggio pressione ecc. da pagare con carte o bancomat. Stesso discorso per le prestazioni dei medici o professionisti sanitari, ad esempio il pagamento di un certificato sportivo del medico di base o la visita da un fisioterapista va eseguito con bancomat o carte.

Ovviamente per le spese non detraibili (es. integratori) non è presente alcun vincolo che diversifichi il metodo pagamento.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein