Spesometro: sanzione fino a 2mila euro per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati

Spesometro 2018 sanzioni da 500 euro fino a 2mila euro per infedele trasmissione dati, e nel caso di omessa comunicazione.

La scadenza per il primo trimestre 2018 relativa allo spesometro è fissata per il 31 maggio 2018. Il contribuente, quindi può avvalersi della facoltà di decidere se rispettare la cadenza semestrale e inviare i dati, oppure, presentare un unico entro e non oltre il 1°ottobre 2018. Spostando la scadenza a ottobre il contribuente dovrà trasmettere i dati del primo e del secondo trimestre 2018.

Al contribuente non spetta presentare una sorta di opzione, ma viene riconosciuto il comportamento dove l’omessa presentazione della cadenza del 31 maggio 2018 fa presagire l’inoltro al 1° ottobre 2018 contenente tutti i dati relativi ai due trimestri.

Tale facoltà viene concessa al contribuente, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 21, Decreto Legge n. 78/2010, che riconosce la possibilità d’inoltrare i dati delle fatture emesse – ricevute, sia con scadenza trimestrale che semestrale.

Spesometro scadenza e validità del comportamento del contribuente

Secondo tale disposizione il contribuente può omettere la scadenza fissata per l’inoltro dei dati relativi al primo trimestre fissata per il 31 maggio e presentare il tutto il 1° ottobre, senza incorrere a sanzioni per mancata o omessa presentazione.

Resta da chiarire che l’Agenzia delle Entrate, in ogni caso dovrebbe entro il 31 maggio, attestare la validità delle conclusioni di cui all’art. 21 del D.L. 78/2018.

Spesometro e sanzioni: cosa rischia il contribuente?

Nel caso in cui il contribuente ometta d’inviare i dati rischia una sanzione amministrativa che può oscillare dai 250 euro fino a 2mila euro, ai sensi per gli effetti dell’articolo 11 del Decreto Legislativo n. 471/1997.

Cosa rischia il contribuente nel caso di errata trasmissione?

In relazione all’articolo innanzi riportato comma 2-bis, nel caso di omissione oppure errato inoltro dei dati relativi alle fatture emesse-ricevute, il contribuente rischia una sanzione amministrativa pari a 2 euro per ogni fattura, fino a toccare la soglia massima di mille euro per ogni trimestre. La sanzione viene ridotta di 500 euro, nel caso in cui la correzione dei dati avvenga entro i 15 giorni successivi alla presentazione della scadenza regolare rispettando ciascun trimestre.

 

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein