Danza Orientale: sensualità e femminilità

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Lo scorso 13 luglio le Lady Bellydance, accompagnate dalla maestra Giulia “Jamilia”, si sono esibite al Bar Boschetto, una location immersa nella natura rappresentando il legame sia religioso che spirituale, interpretando uno shabbi street unico nel suo genere.

Il prossimo 29 luglio Jamilia e le sue ragazze, al New Rockness, si dedicheranno alla  tecnica del velo, tre fra pratica e teoria, studio dei passi base e coreografia.

 

Un tuffo nella storia

la Danza Orientale ha origini antichissime, era un rito religioso già usato in Mesopotamia legato alla figura della Grande Madre, pronunciando preghiere e invocando la fertilità sia della terra che della donna.

È una danza che si basa sulla propria femminilità e una perfetta consapevolezza del corpo e della mente influendo positivamente nell’organismo utilizzata come una vera e propria terapia per alcuni disturbi fisici.

Nei secoli diventa una danza dedicata a varie divinità Isis, Ishtar, Venere e usata come forma d’intrattenimento per banchetti e cerimonie, ancora oggi nei paesi arabi, durante i matrimonio si esibiscono le danzatrici benedicendo la unione degli sposi con l’augurio di una  numerosa prole.

Nel XIX secolo la parola danza del ventre fu coniata dagli occidentali prendendo piede in Francia, America, Grecia e Turchia.

Al Cairo nel 1926 nasce il primo grande locale di musica tradizionale egiziana, realizzato dalla “madre” della danza orientale Badia Masabni creando una vera e propria coreografia fino ad allora era pura improvvisazione.

Nel 1956 nasce la prima Compagnia Folkloristica dell’Egitto Reda Troup fondata da Mhamoud Reda.

Danza Orientale: sensualità e femminilità ultima modifica: 2018-07-15T09:33:39+00:00 da Simona Spaziani

Simona Spaziani

Ho 27 anni e sono della provincia di Roma. Sono appassionata di musica e faccio la barlady presso il New Rockness di Genzano di Roma. Nel tempo libero mi piace scrivere per condividere le mie passioni musicali e i cocktail che invento.