Derby S.Siro inguardabile, bruttissimo il 4-1 che il Barcellona infligge alla Roma

La giornata è iniziata con il derby di S. Siro, terminato a reti inviolate dopo una partita inguardabile. Però è servita, con quella di ieri sera, a spiegare meglio di mille parole perchè il nostro è ormai diventato un campionato minore al pari di quello Francese e di quello Tedesco. Campionati dove la lotta per […]

La giornata è iniziata con il derby di S. Siro, terminato a reti inviolate dopo una partita inguardabile.

Però è servita, con quella di ieri sera, a spiegare meglio di mille parole perchè il nostro è ormai diventato un campionato minore al pari di quello Francese e di quello Tedesco.

Campionati dove la lotta per lo scudetto è quasi sempre prerogativa di una sola squadra, il trionfo della noia.

Se poi quella stessa squadra viene travolta nel suo fortino ecco che ne viene fuori la pochezza del nostro campionato.

Pochezza confermata in serata dal rotondo 4.1 che un bruttissimo Barcellona infligge alla Rometta, che tutti davamo per spacciata ma non così senza lottare.

Il Principe Messi non risponde all’acuto del Re ma giusto perchè non serve, meglio risparmiare le forze per battaglie più impegnative.

Gran goal di De Rossi che taglia le gambe alla Roma, peccato sia nella porta sbagliata.

Roma penalizzata anche dalla pochezza del suo allenatore che toglie il suo uomo migliore, Florenzi, corteggiato anche dal Barcellona, per tenere in campo l’inutile nonchè dannoso Diego Perotti, giocatore che oltre a non vedere la porta perde sempre qualche tempo di gioco.

Intanto Salah, venduto per due spiccioli, porta il Liverpool in semifinale.

Il Mago di OZ

Dovendo scegliere uno pseudonimo con cui firmare gli articoli, cosa che non faccio per lucro, ho deciso di usare il titolo del celebre romanzo per bambini di Baum per due motivi: il primo perchè sono le iniziali del mio nome e cognome e il secondo perchè, come il mago della storia, mi piace, SENZA INVENTARE NULLA, aiutare le persone a tirare fuori quello che già possiedono dentro di loro, spesso senza saperlo