Farmaci e doping, come influenzano lo sport

Oggigiorno, nel calcio, ma sopratutto nello sport in generale, si sente spesso parlare di Famaci, Doping e di sostanze dopanti.

Il doping, secondo definizione, consiste nell’utilizzo di una sostanza (generalmente un farmaco) o metodi a scopo non terapeutici al fine di incrementare l’efficienza psico-fisica prima di un evento agonistico.

Prima di addentrarsi nei meccanismi di queste sostanze, è bene dare una definizione semplice e lineare  di “Farmaco” di cui l’utilizzo smodato e sconsiderato porta gravi danni fisici all’atleta.

Un Farmaco è una sostanza che interagisce con  l’organismo umano e con le sue attività fisiologiche in maniera positiva.

Quando un farmaco influisce in maniera negativa?

Quando una sostanza, interagendo con l’organismo influisce in maniera negativa con le normali attività fisiologiche provocando addirittura dei danni funzionali(Stato Patologico) è detta tossina, o veleno.

Cosa significa Doping?

La Parola “Doping” ha un origine abbastanza recente ed etimologicamente incerta.

Secondo alcuni studiosi,essa deriva dalla parola “Doop” , ovvero una bevanda a base di Alcol considerata sacra ed utilizzata  durante i balli cerimoniali nell’Africa del sud del XVIII secolo.

Secondo un altra ipotesi essa deriva dalla parola “Dope” ,ovvero un mix di vino e thè somministrato agli schiavi americani delle piantagioni per non fargli accusare dolore e stanchezza.

Atleti e Doping, origine antichissime

Incredibilmente, l’utilizzo di artifizi per “modificare” e migliorare le proprie prestazioni hanno origine antichissime, sin dall’antica Grecia.

Facendo un salto indietro nel tempo di quasi 3000 anni,il primo caso di “gara falsata” avviene durante la XV Olimpiade del 720 A.C , ricordando che per i Greci contava molto di più la vittoria della semplice partecipazione.

Durante la gara di corsa un atleta,Orsippo di Megara, intuì che denudandosi completamente  il suo corpo sarebbe stato più aerodinamico.

Ma l’utilizzo di sostanze, grazie all’influenza che esercitavano la magia e la medicina , era molto diffuso. Infatti , nel caso in cui gli atleti avessero assunto una qualche “pozione” erano soliti chiedere il favore della dea Ecate Esiodo che padroneggiava la magia,al fine di avere ulteriori benefici in gara.

Ecco che quindi il doping diventava “Un dono di Dio” , ma ritornando in tempi recenti è bene ricordare il primo decesso documentato per doping,quello del ciclista Arthur Linton nel 1886.

Da quella data moltissime cose sono state fatte per eliminare e mantenere lo sport al sicuro da queste sostanze. Ogni regolamento vieta l’utilizzo di doping, e permette, attraverso un regolamento molto rigido e restrittivo, l’uso di alcuni farmaci.

Le sostanze utilizzate

Ulteriore passo avanti è avvenuto nel 1999 quando il Comitato Olimpico Internazionale (CEI) con la collaborazione delle federazioni sportive fonda L‘Agenzia Mondiale Antidoping organismo che ha il compito di lottare contro il doping nello sport,di monitorare il fenomeno continuamente,di stilare annualmente ed aggiornare frequentemente la lista delle sostanze e delle tecniche proibite. ecco di seguito il link della lista completa (https://www.wada-ama.org/sites/default/files/prohibited_list_2018_en.pdf)

Nella lista compaiono sostanze molto complesse, che possono provocare dipendenza. Perchè un atleta  dovrebbe rischiare tanto? Vediamo di seguito alcune delle sostanze più comuni utilizzate in ambito sportivo.

Amfetamine

Stimolanti del SNC,già utilizzate da Hitler per rendere la sua Wehrmacht invincibile nella prima fase dell’invasione della Francia.

Divennero popolari in ambito atletico negli anni 60 poichè si scoprì,dopo primi studi, che provocassero un incremento delle prestazioni dell’1% per il nuoto, e del 4% per il lancio del peso. Gli effetti collaterali sono rappresentati da: colpo di calore,infarto e ovviamente dipendenza,ciò che spinge un atleta ad assumere questa sostanza è il miglioramento del proprio “tempo personale”.

Cocaina

Questa sostanza è stata usata per secoli dagli indigeni del sud America per resistere alla fatica,ed aumentare forza e vigore. Ma che effetti ha in ambito sportivo?

studi fatti nel 1991 da R.K Conlee e successivamente ripresi da Braiden , fanno notare due effetti fondamentali:

  1. produzione di lattato nei muscoli,grazie alle catecolamine con conseguente affaticamento precoce
  2. Vasocostrizione,con conseguente diminuzione dell’apporto d’ossigeno ai muscoli.

Allora perchè si utilizza ed è diffusa? Poichè la cocaina è purtroppo collegata ad uno status symbol di ricchezza e prosperità,e loro malgrado moltissimi atleti avendo a disposizione ingenti quantità di denaro finiscono per consumarla.

Agenti Anabolizzanti

Gli agenti anabolizzanti sono sostanze chimiche che favoriscono il metabolismo anabolico, influiscono infatti sulla sintesi delle proteine. A Questo gruppo appartengono gli steroidi androgeni presenti in diverse varietà,che derivano dalla manipolazione chimica dell’ormone maschile Testosterone, al fine di separare l’effetto androgeno dall’effetto anabolico.

Analizzando gli effetti collaterali,come affermò il dr. Robert Voy nel 1991 è impossibile scindere funzione androgene da quella anabolica, nonostante le modifiche chimiche.

Gli effetti che queste sostanze producono sono varie e molteplici: nelle donne provocano mascolinizzazione, con crescita di peli sul corpo e sul volto,modificazioni irreversibili del tono e della profondità della voce, e squilibri del ciclo mestruale.

Negli uomini provocano una grave predisposizione all’acne, malattie cardiache, ipertensioni,ginecomastia, e possibilità di sviluppare tumori epatici,quelli più gravi sono arteriosclerosi e ritenzione idrica che possono portare a gravissimi problemi cardiovascolari.

Mens sana in corpore sano diceva Giovenale,ma in maniera naturale.

Fabio Lisio

Mi chiamo Fabio, ho 23 anni. Studente universitario, sono una persona molto curiosa di tutto ciò che mi circonda. Appassionato di scienza, viaggi, lingue e culture straniere. Sono alla mia prima esperienza di "penna". Un proverbio giapponese racchiude la mia personalità "Cadere sette volte, rialzarsi l'ottava".