Spostamenti e seconde case tra le regioni: il primo giugno è la prima ipotesi possibile

Per quando riguarda gli spostamenti per le seconde case e gli spostamenti tra le regioni, le prime ipotesi del Goverono sono per il primo giugno

La data importante, che può dare una svolta agli spostamenti tra Regione e Regione, è quella del 15 maggio. Se i contagi dovessero continuare a scendere, come ormai stanno facendo da tempo, si potrebbe sbloccare anche la questione delle seconde case. Queste sono le prime ipotesi del Governo.

Spostamenti tra Regioni e seconde case: si aspettano le decisioni del Governo

Il primo bilancio significativo sulla situazione Coronavirus e contagi verrà fatto dal Governo il prossimo 15 maggio; se i dati saranno confortanti, si inizierà a dare il via libera ai governatori di tutte le Regioni.

Il problema potrebbero essere gli spostamenti interregionali, anche per questo Governo e Regioni si devono incontrare e decidere come affrontare il problema.

Più o meno qualche notizia è già trapelata: il ministro Francesco Boccia ha già dato un’idea sulla questione; se la curva dei contagi rimane sempre sotto la soglia consentita, si parla, come prima data possibile, del primo giugno.

Tutti così saranno liberi di spostarsi nelle seconde case o in luoghi diversi dalla residenza abituale, senza avere tutte quelle esigenze che prevedono l’ultimo decreto, cioé lavoro, urgenza e salute.

Un dato molto importante lo si avrà per il giorno 15 maggio: se i risultati saranno positivi, come si spera e come si pensa, si procederà a dare il via libera ai governatori, che dovranno decidere cosa fare. La prima cosa che è stata stabilita è un elenco di 21 punti, che dovranno essere necessariamente rispettati e che andranno a dimostrare la loro idoneità e maturità nel saper gestire una situazione di possibili nuovi focolai.

I punti principali sono divisi in tre aree:

  1. Capacità di monitoraggio.
  2. Capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti.
  3. Risultati relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari.

Tutte le regioni e i loro governatori potranno disporre e imporre ulteriori barriere, per evitare e prevenire contagi. Ad esempio il governatore della Sardegna ha già stabilito che, per tutti i turisti che andranno sull’isola e arriveranno da fuori regione, ci sarà l’obbligo di sottoporsi al test sierologico.


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