Studenti divisi per classi sociali: una scuola di Roma nella bufera

In una scuola della capitale gli studenti sono divisi in base alle loro origini sociali. La notizia ha fatto il giro dell’Italia arrivando in tutti i tg.

Quello di cui vi parleremo oggi ha dell’assurdo; sembra essere ritornati indietro di qualche secolo e non di stare nel 2020. Stiamo parlando del mondo della scuola, un servizio che nel corso della storia è diventato pubblico, accessibili anche agli studenti più bisognosi, al punto che sono state create spesso della misure proprio per i loro interessi e per agevolare la loro situazione in certi sensi. Eppure, quello che è capitato a Roma lascia davvero senza parole. La scuola presa di mira è l’Istituto Comprensivo di via Trionfale di Roma, una scuola che ha deciso di dividere gli studenti in istituri diversi in base alle loro classi sociali. E di questo non se ne vergogna, anzi, lo pubblica direttamente sul suo sito che se si trattasse di un semplice programma di studi.

In una scuola della capitale gli studenti sono divisi per classi sociali

Una scuola che ha pensato bene di piazzare i ragazzi dell’alta borghesia assieme a quelli che sono figli dei maggiordomi, colf e badanti che lavorono per le suddette famiglie.

Poi c’è un altro istituto dove ci sono i ragazzi delle famiglie medio-alte.

Come abbiam detto sopra queste divisioni scolastiche in base alla classe sociale di origine sono pubblicate tranquillamente sul sito della scuola, ormai dal 2011.

Quando è scoppiata la rivolta da parte di alcuni genitori il Consiglio di Istituto ha pensato bene di giustificarsi dicendo che si trattava di un malinteso, che quella presente sul sito era la “descrizione socioeconomica del territorio secondo le indicazioni del Miur”.

Inultile cercare di girare la fritatta, la notizia è anche arrivata in tutti i telegionali.

Ci si meraviglia di come sia scoppiato il caso in questi giorni dato che non molto tempo fa lo stesso Consiglio ha fatto presente alla preside di quanto fosse scritto sul sito, ma quest’ultima se n’è infischiata.

A detta della preside, all’epoca, non c’era nulla di discriminatorio; semplicemente la stessa si era adeguata a quanto veniva detto dalle indicazioni ministeriali e cioè fare un resoconto delle diverse situazioni socio-economiche presenti nella scuola.

“Qui figli alta borghesia”, presentazione choc istituto Roma

Evidentemente, la preside della scuola non ha capito bene le reali indicazioni ministeriali. E sulla questione è intervenuta anche l’attuale Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Il ministro ha dichiarato il suo dissenso, marcando su come, invece, la scuola debba creare inclusione e che non c’è un senso logico a quanto è capitato all’Istituto di Roma.

Eppure, viene da chidere perché i genitori degli studenti abbiano continuato a iscriverli a questa scuola.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.