Superbonus 110%: ecco cosa accade a chi gonfia i prezzi o non fa i lavori

Attenzione alle fatture per richiedere il superbonus 110% poichè in caso di prezzi gonfiati, lavori non eseguiti o lavori eseguiti diversi da quelli presenti in fattura configurano reato.

Soprattutto in Italia i furbetti non mancano mai e sicuramente molti stanno cercando il modo di poter approfittare del superbonus 110% per guadagnare qualcosa. Come? O gonfiando le spese o facendo in modo di ottenerlo pur senza effettuare i lavori di ristrutturazione ad esso collegati.

Superbonus 110%: attenzione a non sfociare nell’illegale

Il bonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio, permette in alcuni casi di effettuare lavori di ristrutturazione senza spendere nula ma bisogna fare attenzione a rimanere all’interno dei lavoro ricompresi nell’agevolazione e soprattutto evitare di fare i furbetti.

Perchè si sa, l’Italia è il Paese dei furbetti ma con il superbonus 110% si rischia di sfociare nel reato. Vediamo quando.

Il reato scatta quando si richiede il superbonus e non si effettuano i lavori che danno diritto all’agevolazione, quindi quando si fanno interventi diversi da quelli previsti per poterne beneficiare ovvero indicando in fattura un intervento che da diritto allo sconto, ma effettuandone poi, magari, uno completamente diverso.

In alcuni casi, poi, si potrebbe pensare di gonfiare i costi dei lavori compresi nel superbonus in modo da finanziarne anche altri che il superbonus non prevede.

Ultimo caso in cui si rischia il reato è quello di far fatturare i lavori, per la cessione del credito d’imposta, ad una impresa diversa da quella che ha effettuato i lavori. In questo caso, quindi, l’impresa che emette la fattura non ha effettivamente eseguito il lavoro.

In questi casi il reato si configura sia per chi richiede il bonus sia per l’imprenditore che dichiara il falso in fattura. Cosa si rischia?

In casi di fatture e documenti rilasciati per lavori non effettuati si configura reato di indebite compensazioni e di operazioni inesistenti. L’imprenditore, per emissioni di fatture inesistenti rischia il carcere da 4 ad 8 anni. Il contribuente, invece,  incappa nel reato di dichiarazione falsa e concorso in emissione di false fatture.

Appare chiaro, quindi, che anche se appare invitante l’ipotesi di far rientrare nel superbonus lavori che non danno diritto allo sconto scrivendo il falso in fattura o di gonfiare i prezzi per far rientrare nello sconto anche altri lavori, il rischio che si corre è davvero alto, sia per chi emette fattura che per il contribuente che richiede l’accesso al bonus.

Per approfondire invitiamo alla lettura dell’articolo sul superbonus 110%: Bonus casa 110%: errori da evitare per non perdere il beneficio


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.