Tassa su cellulari e smartwatch: si gonfia la copia privata che già paghiamo e (forse) non lo sappiamo

Il governo studia una bozza di decreto contenente nuove tasse da applicare a: cellulari, smartwatch, pc e tablet attraverso l’aumento del diritto d’autore, ossia copyright.

Aumento della tassa su cellulari e smartwatch, lievita la copia privata, non tutti (forse) sanno che si tratta di una tassa che già viene pagata sistematicamente. In sostanza, fa parte del paniere delle tasse che non tutti conoscono, e che vengono versate regolarmente. Nella bozza del decreto legge, è presenta il rincaro della copia privata, ossia un corrispettivo usato sui supporti vergini.

In sostanza, per ogni nuovo dispositivo che consente la fase di registrazione e memorizzazione di brani soggetti a copyright, viene versata la tassa di copia privata. L’aumento di cui si parla, è stato voluto dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini in concomitanza con il Comitato Consultivo Permanente sul diritto d’autore.

Tassa su cellulari e smartwatch: cosa significa copia privata?

È una tassa applicata su ogni nuovo dispositivo che consente la fase di registrazione e memorizzazione di brani soggetti a copyright. Tale costo viene pagato dal consumatore all’atto dell’acquisto di un cellulare, tablet ecc. e, serve per supportare tutta la filiera legata alla creazione dei brani (autore, industria e così via).

La tassa, quindi, supporta il diritto d’autore nato dalla produzione artistica, e non solo. Serve per compensare tutte quelle attività a essa connesse come: creazione, trasformazione, distribuzione, commercializzazione ecc.

L’esistenza di questa tassa (forse) non era alla conoscenza di tutti, essendo un costo inglobato nel prezzo finale del dispositivo elettronico, come pc, tablet ecc.

Tassa su cellulari e smartwatch: aumenti per “copyright”

Nella bozza del decreto è previsto un aumento generale di circa 6,90 euro su quasi tutti i dispositivi elettronici, come appunto pc, tablet ecc, mentre per gli altri il rincaro potrebbe attestarsi su circa 5,60 euro.

In sintesi, si tratterebbe di una variazione dei parametri che annuncia l’aumento del copyright su una vasta gamma di dispositivi, come appunto smartphone e smatwhatch. Secondo le stime, il valore complessivo di questa tassa apporterebbe un introito di circa 130 milioni di euro.

Resta da considerare che al momento, si tratta solo di una bozza di decreto, che dovrà in ogni caso completare il suo iter al Parlamento. Mancano le specifiche sull’incremento nel dettaglio di ogni device, ossia dispositivo elettronico.

 


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein