Tassa su merendine e bevande in Italia: come funziona nel resto del mondo?

Per far fronte al problema dell’aumento degli stipendi, il Ministro dell’istruzione ha proposto una tassa sulle merendine e bevande zuccherate

Per far fronte al problema dell’aumento degli stipendi ai docenti e ad altre problematiche, il Ministro dell’istruzione ha annunciato un piano per far fronte a questo, e ha proposto una tassa sulle merendine e bevande zuccherate. Luigi Di Maio, con una dichiarazione, ha tenuto a fare una precisazione, lui personalmente frena per questa idea, nulla è ancora deciso, ma delle decisione si dovranno prendere, ma saranno prese  di comune accordo.

Ma come funziona nel resto del mondo? Questa tassa esiste?

Grazie a queste tassazioni di questi tipi di alimenti e bevande caloriche, è andata a calare drasticamente la loro vendita, basta pensare che in Gran Bretagna già si lavora ad una tassa del 20%, non solo su merendine e bevande, ma anche sugli snack dolci, e notizia recente, lo scorso anno è stata approvata una specie di sovrattassa chiamata la soft drinks industry levy, che consiste nel pagamento di un sovrapprezzo di 0,20 centesimi di euro al litro per bibite in cui la quantità di zucchero varia tra 5 e 8 grammi su 100 millilitri, e di 0,27 centesimi di euro al litro se lo zucchero supera gli 8 grammi per millilitri.

Ma la tassa sugli alimenti ricchi di zucchero non è una novità, non esiste solo in Europa, si va anche fuori dall’Europa, infatti in Cile e in Messico esiste la tassazione da diversi anni, così facendo si è riscontrato che si va a diminuire la vendita di questi alimenti o bevande che siano, e questa cosa va tutta a favore della salute del consumatore, che evitando o diminuendo di ingerire questi prodotti, si cautela contro danni alla salute, questo perché questi alimenti citati, fanno male alla salute.

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