Tassa sulla spesa: sacchetti frutta e verdura dal 2018, sanzioni fino a 25.000 euro, le ultime novità

Tassa sulla spesa: con la nota 12.06.2018 Conai ha sintetizzato le modifiche normative introdotte dalla L. 123/2017 al D. Lgs. n. 152/2006 sull’utilizzo delle borse di plastica, che non possono più essere distribuite gratuitamente. A tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura di acquisto delle merci o dei prodotti […]

Tassa sulla spesa: con la nota 12.06.2018 Conai ha sintetizzato le modifiche normative introdotte dalla L. 123/2017 al D.
Lgs. n. 152/2006 sull’utilizzo delle borse di plastica, che non possono più essere distribuite gratuitamente. A tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura di acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite. Sacchetto ortofrutta a pagamento dal 1 gennaio 2018

Tassa sulla spesa e commercializzazione sacchetti frutta e verdura

La nota riporta tutti gli aspetti della commercializzazione, analizziamo cosa riporta nel dettaglio.

Per quanto riguarda la commercializzazione di dette borse, ovvero la fornitura di borse di plastica a pagamento o a titolo gratuito da parte dei produttori e dei distributori, nonché da parte dei commercianti nei punti vendita di merci o prodotti
(art. 218 comma 1, lettera dd-octies) del d.lgs. 152/2006), l’articolo 226-bis, comma 1 del d.lgs. 152/2006 stabilisce che:

Fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili, è vietata la  commercializzazione delle borse di plastica in materiale leggero, nonché delle altre borse di plastica non rispondenti
alle caratteristiche riportate dalle normative vigenti. 

Borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco

1) con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;

2) con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;

Borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco

1) con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;

2) con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari.

Obbligo dal 1° gennaio 2018

Dal 1° gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento;

Dal 1° gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50 per cento;

Dal 1° gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60 per cento.

Inoltre, le borse di plastica non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite.

Sanzioni 

Chi commercializza borse di plastica che non corrispondano alle caratteristiche della normativa, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.500 a € 25.000 euro. La sanzione è aumentata fino a € 100.000 se la violazione riguarda quantità ingenti di borse di plastica o un valore della merce superiore al 10% del 12 giugno 2018 fatturato del trasgressore, nonché nel caso di utilizzo sulle borse di diciture o altri segni elusivi degli obblighi previsti dalla normativa.

Redazione NotizieOra

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