Tasse universitarie: chi non le paga e chi ha diritto a riduzioni?

Dopo l’estate si ripresentano le tasse universitarie. Scopri quali sono i requisiti per essere esonerati dal pagamento o per godere di possibili riduzioni.

Il ritorno in facoltà si avvicina e le tasse universitarie da pagare all’ateneo rimangono una delle più grandi preoccupazioni di genitori e studenti. Alcuni di loro, però, sono esonerati dal versamento dei contributi o, almeno, hanno diritto a una riduzione delle tasse in base a determinati requisiti.

Diritto allo studio: è possibile risparmiare sulle tasse universitarie?

Non appartenendo all’istruzione garantita dall’obbligo costituzionale, l‘università viene finanziata dai contributi di chi la frequenta.

Le tasse sono il contributo annuo che ogni studente deve versare per l’iscrizione ai corsi universitari che frequenterà. Serviranno, quindi, a coprire i costi didattici, scientifici ed amministrativi dell’ateneo (docenti, materiale, manutenzione, ecc.). Le quote, (esclusi i bolli e le quote regionali per il diritto allo studio) variano da un’università all’altra. Ogni ateneo è, infatti, un ente autonomo.

Le agevolazioni di cui gli studenti possono usufruire sono, solitamente, requisiti di reddito, di merito o per invalidità o inabilità.

  • Riduzione per reddito Isee

Il primo motivo per cui si può essere esenti dal pagare le tasse universitarie è legato al reddito. Ogni università deve rispettare una soglia di reddito Isee di esenzione, che parte da un minimo di 13.000 euro annui, anche se ogni ateneo ha il diritto di innalzarla a suo piacimento.

Questo tipo di esenzione interessa in particolare chi dovrà frequentare il primo anno: le matricole non dovranno pagare le tasse universitarie se la soglia di reddito Isee, stabilita dall’ateneo a cui si iscriveranno, non viene superata. Sarà necessario pagare soltanto 140 euro di tassa di diritto allo studio e 16 euro di bollo.

  • Riduzione per merito

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    Requisiti per concorre alla borsa di studio e non pagare le tasse

Dal secondo anno in poi a valere non è soltanto l’Isee, ma anche, e soprattutto, i crediti che lo studente si è garantito nel corso dell’anno.

Per chi frequenterà il secondo anno, la libertà dalle tasse costa almeno 10 crediti guadagnati entro il 10 agosto. I crediti si riferiscono all’anno precedentemente sostenuto (primo anno).

Per il terzo anno, invece, bisogna aver ottenuto almeno 25 crediti nei 12 mesi che precedono il 10 agosto.

Alcuni atenei, inoltre, scelgono di premiare gli studenti che abbiano conseguito il diploma con il voto massimo, ma anche gli studenti stranieri che hanno avuto una borsa di studio dal Governo italiano.

  • Riduzione per invalidità o inabilità

Ci sono, infine, due categorie di studenti che non pagano le tasse universitarie e sono:

  1. i giovani che abitano in una famiglia in cui è presente una persona invalida almeno al 66%. In ogni caso possono essere applicati anche degli sconti per chi non riuscisse a raggiungere precisamente questa percentuale.
  2. i giovani i cui genitori percepiscono una pensione di inabilità. Lo studente è tenuto a fornirne la prova tramite un’autocertificazione del proprio stato di famiglia e l’invio di una copia del verbale dell’Asl. In quest’ultima si dovrà specificare la certificazione della condizione di disagio fisico del genitore e quella dell’ente che eroga la pensione.

Come chiedere l’esenzione?

Per quanto riguarda l’esenzione per reddito bisogna presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (la Dsu) in cui si attesta il reddito Isee dello studente. La Dsu può essere richiesta ad un Caf convenzionato o all’Inps. I termini per consegna della Dsu verranno stabiliti all’inizio dell’anno scolastico. Attenzione: nel caso in cui il termine non venisse rispettato, sarete automaticamente inseriti nella fascia massima per le tasse universitarie.

Per quanto riguarda, invece, il conseguimento della borsa di studio, cosa bisogna fare?

Le Regioni ed il Miur (Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca) mettono a disposizione dei bandi di concorso per ottenere una borsa di studio, in modo da non dover pagare le tasse universitarie. La borsa regionale agevola le fasce con il reddito più basso. Per ottenerla, infatti, bisogna partecipare ad un concorso che prevede una graduatoria basata sul merito (i crediti formativi accumulati) e sul reddito (la dichiarazione Isee).

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.