Facebook tratta con banche per dati utenti

La notizia giunge dal Wall Street Journal, Facebook ha chiesto accesso alle informazioni bancarie fornite dagli utenti su Messenger.

La notizia giunge dal Wall Street Journal, Facebook ha chiesto accesso alle informazioni bancarie fornite su Messenger.

Abbastanza non è mai abbastanza

Facebook, colosso del web, non sembra essere soddisfatta dell’ingente quantità di dati a cui ha accesso grazie alla propria utenza. Il Wall Street Journal ha infatti reso noto di come l’azienda abbia manifestato l’intenzione di accedere ai dati finanziari discussi tra utenti e rispettive banche tramite Messenger. Stando all’inchiesta le contrattazioni tra la società di Zuckerberg e le banche coinvolte durano da diversi anni, e l’utilizzo di questi dati sensibili verrebbe indirizzato verso diversi scopi, tra cui la pubblicità. Fino all’anno scorso Facebook avrebbe fatto delle pressioni per accedere a tali credenziali. Va fatto presente che Facebook è già sotto osservazione per lo scandalo di Cambridge Analytica, che ha avuto accesso a circa 87 milioni di profili.

Una portavoce di Facebook, Elisabeth Diana, dichiara: “Come molte aziende online, collaboriamo con gli istituti finanziari per migliorare le esperienze commerciali delle persone. Abbiamo sottolineato ai partner che mantenere al sicuro le informazioni personali è fondamentale per tali obiettivi. Questa è stata e sarà sempre la nostra priorità”.

Secondo Unicredit, la società di Menlo Park non è etica, per cui ha interrotto i rapporti d’affari. Facebook non è tuttavia l’unico colosso di internet che cerca di appropriarsi di dati sensibili: ricordiamo che non più di venti giorni fa è stato reso noto che Google avrebbe stretto un accordo con MasterCard per tracciare gli acquisti dell’utenza.

Si attendono ulteriori sviluppi riguardo l’inchiesta, ma ciò che è evidente è che i nostri dati sono tutt’altro che al sicuro. In una società in cui fare a meno di internet è pressoché impossibile, come si sfugge a questa appropriazione illecita di dati? La soluzione più basilare sarebbe l’indisponibilità da parte dei grandi manager ad arricchirsi, ma è pura utopia.

 

Mike

Un ventenne che ha amato la scrittura fin da quando ha cominciato a camminare. Forse da un po' prima.