Le 5 password più usate e più facili da scoprire: ecco quali sono

Sempre più profili vengono violati ogni giorno: ecco le 5 password più usate e più facile da scoprire.

Il mondo gira attraverso le password ed è sempre più difficile ricordarle. Secondo uno studio pubblicato dal National Cyber Security Center del Regno Unito; quella più facile da ricordare è anche quella più facile da violare. Lo studio ha testato numerosi utenti e il risultato è sempre lo stesso: una sequenza di numeri che vanno da 1 a 6.

Sul web molte raccomandazioni girano ogni giorno su come proteggere i dati e a cosa stare attenti. Eppure, gli utenti preferiscono scegliere sequenze facili da ricordare ed esponendosi a gravi rischi.

Una password facile sarà violata

I dati pubblicati a ridosso della conferenza Cyberul 2019 di Glasgow di fine aprile, dimostrano che la password più usata in assoluto e quella più facile da violare è: “123456“. Questa password è stata violata a livello mondiale, eppure è quella più usata.
Ad utilizzarla secondo lo studio del NCSC è circa 23,2 milioni di persone al mondo. Altre password facili da violare a livello globale sono: “12345678“; a seguire che si posiziona al terzo posto si trova: “1111111“. A rischio anche “qwerty” formata dalla prima parte delle lettere della tastiera; violata per ben 575.000 volte anche “zxcvbnm” formata dalla parte finale della tastiera.

Il problema è sempre lo stesso, gli utenti devono impegnarsi di più e creare password non scontate e non facili. Ricordate tutto quello che facile sarà violato.

Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”