Un marito spia il cellulare della moglie, condannato dalla Cassazione

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26/04/2019

Un marito spia la moglie attraverso l’installazione di un software sul cellulare di quest’ultima. Viene denunciato dalla coniuge e rischia 4 anni di carcere.

Un marito spia il cellulare della moglie, condannato dalla Cassazione

In molte coppie ci sono dei partner, e parliamo sia di semplici fidanzati che di coniugi ormai sposati da tempo, che tendono a sbirciare l’uno il telefono dell’altra. C’è chi approfitta della notte per poterlo fare, chi invece installa di nascosto delle app specifiche che permettono all’interessato di ricevere i messaggi che sono indirizzati all’altro. E tutto questo perché spesso e volentieri si sospetta un possibile tradimento. Ma non sempre il fine giustifica il mezzo.
Parliamo di questo dato che un caso del genere è arrivato dritto in tribunale. In questo caso il colpevole è un marito il quale aveva installato uno spy-software sul cellulare della moglie per avere le prove del tradimento. Una volta scoperto, la donna lo ha denunciato ai carabinieri. Il marito non si aspettava di venir condannato per violazione della privacy.

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C’è da fare un chiarimento: qualora voi riusciste a sbirciare il cellulare del vostro partner mentre questi dorme oppure è impegnato a fare altro, ovviamente non siete colpevoli di nulla. La cosa cambia se invece vengono utilizzati degli strumenti specifici, cioè installare un software spia sullo smartphone altrui, proprio come il caso del marito della vicenda. Ma tale reato non vale solo per chi è sposato, ma per chiunque decida di installare tale software nel cellulare di un qualsiasi conoscente, amico e parente. Si arriva a parlare di un illecito penale e, nel particolare, di reato di interferenze illecite nella vita privata altrui. Un reato del genere prevede una condanna da 6 mesi a 4 anni.


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Facendo riferimento alla sentenza della Cassazione della vicenda sopra riportata, è sempre un reato punibile, anche se il colpevole informa la vittima di aver scaricato questo determinato software sul suo dispositivo. Questo perché? Perché anche se avvertita o meno la vittima, si tratta sempre di un’azione di spionaggio vero e proprio.
Quindi, fate molta attenzione. Per evitare una condanna pari a quella del marito della vicenda sopra riportata, vi consigliamo di parlare col vostro partner prima di attuare una simile soluzione.