Telecamere a scuola, cosa dice il ministro dell’Istruzione Fioramonti?

Dopo la proposta di legge sulle telecamere da impiantare nelle diverse scuole. il ministro dell’Istruzione Fioramonti dice la sua sulla questione.

La scuola dovrebbe essere un posto sicuro, ma purtroppo delle volte non lo è. Quante volte abbiamo sentito di bambini che venivano picchiati ed abusati da parte di docenti e collaboratori scolastici? Tantissime. Quel luogo che era considerato sicuro dei genitori, è diventato un luogo pericoloso, come un vico cieco o come qualsiasi altro luogo che non promette cose buone.Queste vicende orrende sono ormai all’ordine del giorno e hanno suscitato nelle diverse forze politiche dei provvedimenti da prendere all’istante. Uno di questi provvedimenti sono le telecamere nelle scuole per evitare episodi di violenza nei confronti dei ragazzi e dei bambini.

Scuola: cosa ne pensa il ministro dell’Istruzione Fioramonti delle telecamere?

Insomma, ci sbalordiamo anche che nel 2019 non ancora ci sono delle telecamere che possano evitare queste situazioni davvero spiacevoli.

Ovviamente, non poteva non dire la sua il diretto interessato, e cioè il Ministro dell’Istruzione Fioramonti il quale ha esternato il suo pensiero sulla questione delle telecamere da introdurre a scuole, che è diventata  una proposta di legge.

Proposta di legge che al momento è passata alla Camera ed è arrivata al Senato. Qui, essa risulta essere ferma presso la Commissione Affari Costituzionali, la quale deve ancora concludere il proprio lavoro e inviare il testo definitivo all’aula per il voto conclusivo.

Dal canto suo, il Ministro dell’Istruzione ritiene che questa tematica sia un argomento molto delicato, e quindi non possono non esserci dei dubbi oltre che costi.

Quindi, prima di fare il grande passe, il Ministro ritiene che sia necessario discutere in maniera approfondita della questione e valutare tutte le conseguenze ed effetti critici che potrebbero sussistere.

Bisogna fare, cioè, un’attenta analisi della situazione.

Ma il ministro dell’Istruzione non è il solo ad avere delle perplessità al riguardo. Chi gli fa compagnia sono altri esponenti e addetti ai lavori.

Un esempio? Il primo a parlare è il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il quale di recente ha manifestato i suoi dubbi nei confronti dell’emendamento al decreto ‘sblocca cantieri’, nato per finanziare la norma che introduce videosorveglianza nelle aule degli asili nido, scuole d’infanzia e strutture socio-assistenziali.

Il sindaco di Napoli ritiene che la videosorveglianza nelle scuole potrebbe anche esser vista come una visione repressiva e coercitiva dello Stato, come una unica via per risolvere questioni davvero difficili che forse non si ha il potere di risolvere.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.