TFR dopo anni per i dipendenti statali: è illegittimo secondo la Corte Costituzionale?

Pagamento differito del TFS con slittamenti fino a 24 mesi è legittimo secondo la Corte Costituzionale? Vediamo il parere di maggio 2019.

Tutti i dipendenti che lasciano l’attività lavorativa hanno diritto a ricevere dal datore di lavoro una somma di denaro chiamata “buonuscita”. Per i lavoratori del settore privato si tratta del trattamento di fine rapporto (TFR) per quelli del settore pubblico di trattamento di fine servizio (TFS). La finalità dei due trattamenti è la stessa, ovvero garantire soldi ad un dipendente che si trovi senza lavoro, ma le tempistiche di erogazione e le modalità cambiano in base al settore di appartenenza.

TFS dipendenti pubblici differito

Ai lavoratori del pubblico impiego, a differenza di quelli del settore privato, devono attendere, per l’erogazione del TFS tempi che variano dai 12 ai 24 mesi. La somma corrisposta, poi, può essere liquidata in un massimo di 3 rate a distanza di 12 mesi una dall’altra.

Qualche tempo fa il Tribunale di Parma aveva sollevato dubbi sulla legittimità di questa erogazione differita e a rate, ma a maggio 2019 si è espressa sull’argomento anche la Corte di Cassazione.

Al riguardo un nostro lettore ci chiede:

Sono in pensione dal 01/08/2019
La pensione mi viene pagata regolarmente, ma della famosa liquidazione, o pagamento TFS, nessuno sa nulla.
Ho contattato l’INPS e non avuto nessuna risposta neppure riguardo la somma che dovrei percepire.
Per quanto riguarda i tempi, mi hanno  risposto che, si procede con la legge Fornero, quindi divrei attendere altri 4 anni. (67)
I conteggi dell’ammontare non li sanno fare e mi hanno consigliato di rivolgermi a un patronato, o,peggio di andare in una banca a farmeli anticipare pagando interessi alti.
Non era giunta alla Presidenza del Consiglio una diffida, in quanto, non pagare subito la liquidazione è anticostituzionale?
Col nuovo Esecutivo, pare che si sia tornato indietro e che nessuno se ne occupi.
A voi risultano novità?
Grazie

Legittimo lo slittamento del TFS?

La Corte Costituzionale nella primavera scorsa è stata chiamata ad esprimersi sul caso di una dipendente statale andata in pensione nel 2016 che ha ricevuto la prima rata del TFS nel 2018, meccanismo che è stato giudicato dalla lavoratrice scorretto anche in virtù dei dubbi sollevati in merito dal Tribunale di Parma. La Corte Costituzionale ha respinto l’istanza della lavoratrice sostenendo che per i dipendenti pubblici il pagamento differito e a rate della buonuscita è regolato dalla legge 147 del 2013.

La Corte però ha sottolineato di ritenere corretto il differimento soltanto per i lavoratori che accedono alla pensione per ragioni differenti dal raggiungimento dei limiti di età.

Per i Giudici Supremi, quindi, il differimento del TFS per coloro che accedono alla pensione anticipata (e non per raggiunti limiti di età) non è irragionevole. Per coloro che si dimettono volontariamente dal lavoro, quindi,  per ricevere prima il trattamento previdenziale il posticipo del pagamento del TFS appare assolutamente legittimo.

Ovviamente, però, la corte non ha specificato nulla per quel che riguarda il differimento di 12 mesi per i lavoratori che vengono collocati a riposo d’ufficio per raggiunti limiti di età.

Nel suo caso, quindi, secondo la Corte Costituzionale è legittimo il pagamento differito del TFS.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.