TFR lavoratore deceduto: una quota spetta anche alla fidanzata?

Il TFR di un lavoratore deceduto spetta in parte anche alla fidanzata non convivente? Chi sono gli eredi che si dividono il trattamento di fine rapporto?

Il lavoratore durante tutta la sua carriera matura e accantona il trattamento di fine rapporto (TFR). Se lo stesso lavoratore dovesse venire a mancare prima del termine del contratto di lavoro o della pensione, il TFR a chi spetta? Vediamo la giurisprudenza cosa dice al riguardo e se una fidanzata non convivente ha diritto a qualche quota.

TFR deceduto: spetta alla fidanzata?

Una lettrice scrive per chiedere:

Salve, buongiorno. Una domanda, il mio  fidanzato è deceduto due giorni fa ed ha una figlia di 20 anni ed è stato divorziato da circa 15 anni. Vorrei chiederle, ho diritto di avere parte del tfr maturato al lavoro? Lui lavorava nel settore privato, ha una mamma di 81 anni, un fratello di 63 anni, dei cugini. Un nipote figlio di suo fratello. Abbiamo anche cointestato la proprietà di una macchina. Avevamo progettato anche di sposarci il prossimo anno ma solo in parola. Non convivevamo ancora fisso ma ci vedevamo spesso perché abitiamo in case diverse da soli. 
Sa dirmi gentilmente chi sono gli aventi del diritto del tfr del mio fidanzato?
Grazie mille

Al momento del decesso del lavoratore il TFR maturato spetta agli eredi legittimi. Gli aventi diritto, quindi, sono il coniuge, i figli,  e gli eventuali parenti entro il terzo grado ed eventuali affini entro il secondo grado che al momento del decesso erano a carico del lavoratore.

Nel caso che mi descrive, quindi, a beneficiare del TFR del suo fidanzato è sicuramente la figlia. L’ex moglie potrebbe avere diritto ad una quota nel caso non si sia risposata e nel caso percepisse assegno di mantenimento dell’ex coniuge.

Purtroppo la fidanzata non convivente non rientra tra gli eredi che hanno diritto ad una quota del TFR del lavoratore deceduto poichè non risulta essere nè un coniuge, nè un parente entro il terzo grado nè, tanto meno un affine entro il secondo grado e pertanto nulla è dovuto non rientrando tra i parenti (che tra l’altro, con l’esclusione dei coniugi e dei figli, devono essere a carico del lavoratore al momento del decesso per poter avanzare diritti sul trattamento di fine rapporto).


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.