TFR o TFS dipendenti pubblici, soldi sequestrati per 2 – 4 anni

Continuano le proteste dei pensionati del settore pubblico che reclamano i loro diritti e ci chiedono cosa fare.

Continuano le proteste dei pensionati del settore pubblico che reclamano i loro diritti e ci chiedono cosa fare. Come promesso pubblicheremo tutte le lette che ci arriveranno in redazione, sperando di sensibilizzare i vertici in una rapida decisione. Ricordiamo che a fine ottobre l’anticipo del TFS o TFR, doveva essere operativo, ma così non è stato. Ecco la lettera di un nostro lettore.

Un ceto politico e un apparato burocratico di molti …..

È l’amara constatazione e lo sfogo indignato di fronte alla burla dell’anticipo del Tfr. Come è noto, la legge n. 26 del 28/3/2019, art. 23, comma 2  stabilisce che”sulla base di apposite certificazioni rilasciate dall’ente responsabile per l’erogazione del trattamento di fine servizio i soggetti… che accedono o hanno avuto accesso… al trattamento di pensione… possono presentare richiesta di finanziamento… alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’Associazione bancaria italiana, sentito l’Inps”.

In pratica, si potrebbe ottenere, a richiesta individuale, un anticipo della buonuscita fino a 45000 euro, da parte degli istituti di credito, e con interessi a carico dei pensionati, che altrimenti dovrebbero attendere anni per percepirla, così come confermato dalla recente sentenza della suprema Corte, summu ius, summa iniuria. Non sempre, difatti, ciò che è costituzionalmente corretto e legale equivale a giustizia.

Non è ammissibile, cioè, che dopo una vita di lavoro, i soldi accantonati siano “sequestrati” per 2-4 anni dallo Stato, che agisce alla stregua dei fuorilegge. Ebbene, la legge succitata ci offrirebbe una soluzione, ma si può ben dire che siamo”cornuti e mazziati”; non solo, infatti, gli interessi sono a carico dei pensionati ma anche a voler scegliere tale opportunità, non è possibile, perché, ad oggi, dopo oltre SETTE mesi, governo e Abi non hanno ancora concluso l’accordo.

In un Paese perbene non saremmo trattati come sudditi da politici e burocrati indifferenti e lontani dai bisogni veri dei cittadini.
E pensare che i 230mila pensionati in attesa, tra aiuti ai figli per l’acquisto di una casa, cambio di auto, mobilio etc. muoverebbero qualche miliardo di euro.

Che dire? Siamo in presenza di non pochi ……., che trasformano 60 gg. in sette mesi. Perché, mi chiedo, i cittadini devono rispettare ogni tipo di scadenza fiscale e questo Stato viola senza conseguenza alcuna ciò che il legislatore ha solennemente approvato?

Ci fosse un parlamentare o un partito che si facesse carico di tale insopportabile ingiustizia! Quando si occupa lo scranno, ci si dimentica di chi vive con quotidiana fatica. Disgustoso!

Sig. D. R.


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”