TFS dei dipendenti pubblici “Una vita a debito oneroso” (lettera aperta)

Trattamento di fine rapporto dipendenti pubblici: riflessioni e ingiustizia (lettera aperta)

In data 15/12/2016, dall’Inps ricevo: omissis… “ Il Sig. V.L, nato il 12/11/1952 ha maturato alla data del 20/06/2014 i requisiti previsti dalla normativa previgente alla legge 214/2011 (Legge Fornero) per l’accesso alla pensione di anzianità a carico della gestione dipendenti  pubblici dell’Inps con diritto alla pensione dal 21.06.2015, data di apertura della relativa finestra”.

Sono in pensione, (età 65 anni, 1 mese  e 18 giorni; servizio 38 anni, 2 mesi e 1 giorno ) INSIEME AD ALTRI 162dal 30.12.2016 per decisione unilaterale dell’Ente Regione, per soppressione di posto.(Applicazione dell’art. 2-comma 3 del D.L. 101/2013 convertito in L. 125/2013) (Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni).  LICENZIATI!!! 

A CIÓ NON É STATO POSSIBILE OPPORSI!

Il motivo della presente è il seguente:

In merito alla liquidazione del T.F.S. secondo la normativa vigente, compendiata nella circolare Inps n. 73 del  5.6.2014 (punto 4.2 Ultimo comma di chiusura),  potrò incassare il TFS a Novembre del 2020, quando avrò 68 anniossia 4 anni dopo il licenziamento e la messa in pensione (per decisione unilaterale dell’Ente),

Preme evidenziare l’assurda disparità di trattamento nella liquidazione del  TFS sia tra l’impiego pubblico così come anche per il TFR  dell’impiego privato che tutti conosciamo. Porto per il primo l’esempio del caso del il mio collega L. Rocco, nato il 16/08/1957 in pensione dal 1/5/2017 per anzianità di servizio e con l’età di  59 anni e 8 mesi. Il L. Rocco ha incassato il T.F.S- a Giugno del 2018, ossia a 60 anni e 8 mesi.

Premesso che se il lavoro e fonte di “ricchezza”, in quanto produce reddito, vuol anche dire che chi ha lavorato  più anni, perché magari ha trovato occupazione prima, ha anche avuto più corrispettivo nella propria vita di chi ha lavorato meno anni, e quindi viene spontaneo il classico: “cornuto e mazzolato” come suole dirsi.

 È questa l’equità e la decenza!!???

Per il pensionamento valgono le norme Pre-Fornero, per la liquidazione del TFS vale la Fornero.

Si è carne o pesce? O solo carne da macello!?E per la la Spendig review?  E chi dice a mio figlio che non posso fargli completare gli studi perché la spendig review mi priva di quattro anni per il diritto al pagamento del TFS). A chi dico che per scaldare la mia abitazione nel prossimo inverno, dovrò forse ricorrere all’assunzione dell’ennesimo finanziamento?

E per di più il nostro TFS è nelle casse dell’Ente Regione Abruzzo e quelle dell’Inps.Giacente e infruttifero, in un capitolo del bilancio regionale. Quindi non ci liquida l’Inps ma l’Ente Regione Abruzzo. Tenere quelle risorse giacenti passivamente in quel fondo di capitolo di bilancio regionale è spending rewiev?

Personalmente ho il  problema del traguardo del fine mese! Diamine!!

Devo io finanziare la “Spending review”?

E con cosa?

Con la mia pensione lorda con moglie e figlio a carico di €. 1.740.68 a cui vanno mensilmente sottratte €. 254,32 di ritenuta fiscale, €. 306.97 per cessione del 1/5 da parte dell’INPS (il terzo), €. 468.21 per il terzo mutuo ipotecario in atto, per casa, studio del figlio e sopravvivenza, e senza poter scaricare neppure gli interessi passivi dai redditi.

Rimangono €. 711,18

Non quantifico altro (acqua, luce, gas, tasse locali, R.C.A, Assicurazione auto, alimenti ecc.) con quel che resta, se resta, devo provvedere al sostentamento mio e della famiglia.

SONO STUFO D’ ESSERE VESSATO DA COLORO DAI QUALI DOVREI RICEVERE SERVIZI! E SI, SERVIZI, PERCHÉ LE TRATTENUTE FISCALI OPERATE SULLA MIA PENSIONE NE SONO IL CORRISPETTIVO!! Ed invece……

Dov’è la mia diversità dal collega L.Rocco che permette a lui la riscossione del TFS a 60 anni ed 8 mesi, (Giugno 2018) ed a me invece, a Novembre 2020, ovvero a 68, pur essendo stato pensionato 5 mesi prima di luie più vecchio di 5 anni?

vedere al più presto, già nella prossima finanziaria, un impegno per la risoluzione di questo discrimine.

Perché nel frattempo e nello specifico, considerato che la liquidazione del TFS è dovuta da altri Enti, nello specifico dalla Regione Abruzzo e non dall’Inps, non si consenta alla Regione Abruzzo di pagare il nostro TFS col preposto, giacente ed infruttifero capitolo di bilancio regionale (Spending rewiev ????) e senza incidere sul bilancio Inps.

Dimenticavo!

Qualcuno sa spiegarmi perché, nella sciagurata ipotesi si prosegui nel decreto quota 100, Decreto 4/2019 e nell’anticipazione onerosa del TFS da parte di istituti di credito, lo sgravio fiscale riconosciuto ai beneficiari richiedenti, a compensazione degli interessi che saranno pagati, decorre dal 1 gennaio 2019? E non invece riconosciuto a tutti per l’intero ritardo della propria liquidazione, come a no 163 licenziati? Ovvero dal gennaio 2017.

Riflessione civile: con quota 100 si è deciso di mandare in pensione chi il lavoro ce l’ha, mentre chi è disoccupato ed ha una età anagrafica maggiore o uguale ai 64 anni e magari monoreddito, deve attendere 68 anni? Queste persone non riescono più, purtroppo, a trovare occupazione alla loro età, e per di più spetterebbe loro una pensione probabilmente inferiore alle 500 euro data la loro discontinuità lavorativa. L’onere per l’Inps immagino sia molto inferiore e per di più si darebbe una buona sforbiciata alla pletora dei disoccupati che è la parte più sofferente della nostra società.

Grazie

Saluti. Luigi


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”