TFS non erogato: attendere o agire per vie legali?

Cosa fare se il TFS, trascorsi 27 mesi, non è ancora stato pagato? Ecco alcuni consigli.

Il TFS dei dipendenti del pubblico impiego viene erogato diverso tempo dopo la cessazione del rapporto di lavoro e l’attesa varia in base alle motivazione che hanno portato alla cessazione dell’attività lavorativa stessa. Per chi cessa per raggiunti limiti di età o per accedere alla pensione di vecchiaia l’attesa è di 12 mesi a cui aggiungere i 3 mesi necessari all’Inps per liquidare la pratica; per chi cessa il lavoro con dimissioni volontarie per accedere alla pensione anticipata, invece, l’attesa è di 24 mesi più i 3 mesi richiesti dall’INPS. 

TFS non erogato

Una nostra lettrice ci chiede:

Salve sono una ex dipendente statale(insegnante) andata in pensione per anzianità di servizio, 42 anni e 4 mesi,il 1/9/2017 e  atutt’oggi nonostante siano trascorsi più di 2 anni e 3 mesi,non ho ancora ricevuto la prima tranche della liquidazione.l’INPS pur avendo preso in carico i miei solleciti non ha ancora risposto,né tantomeno provveduto a pagare. Mi e Vi chiedo:devo ancora aspettare oppure agire x vie legali?Grazie 

Un altro nostro lettore ci aveva scritto per chiedere come comportarsi nella medesima situazione. Nel suo caso, però, il contact center dell’Inps gli aveva assicurato che il pagamento del TFS spettante sarebbe arrivato entro i primi quindici giorni di gennaio.

In ogni caso le uniche vie perseguibili per ottenere un TFS non pagato (oltre all’attesa ovviamente) sono: il  sollecito scritto e le vie legali.

Le consiglio in primis di inviare all’INPS un sollecito scritto riportando tutti i dati relativi al suo pensionamento e la fatto che i tempi di attesa sono decorsi.  Se, invece, vuole agire per vie legali, è bene che sappia che il tutto  ha un costo e non so quanto convenga essendo il pagamento ormai alle porte (per quanto l’INPS possa ritardare nella liquidazione, infatti, potrebbe essere questione di settimane). 

Intanto proceda prima chiamando il contact center al numero 803 164 facendo presente il suo problema, e poi con un ulteriore sollecito scritto (che può inviare anche attraverso il sito dell’INPS a “INPS risponde”) per vedere cosa l’istituto le risponde. Solo in un secondo tempo, se non arrivano risposte o se non la soddisfano potrà prendere contatti con un legale che possa assisterla nel ricorso.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.