TFS non pagato dopo i tempi di legge decorsi: cosa si può fare?

Cosa fare se trascorso il tempo di attesa per l’erogazione del TFS l’INPS ancora non paga? Ecco le strade percorribili

L’erogazione del TFS è il grande cruccio dei dipendenti della pubblica amministrazione: al di là, infatti, dei lunghissimi tempi di attesa, non sempre quando questi ultimi sono decorsi la liquidazione avviene. Cosa fare a questo punto? Come comportarsi se le somme dovute passati anni ancora non vengono corrisposte? Vediamo i possibili passi da fare.

TFS non erogato

Un lettore ci scrive:

Salve,
per una informazione: sono andato in pensione l’1/09/2017 con 42 anni e 11 mesi di servizio (43 anni per TFS), 64 anni e 4 mesi di età;
DSGA – il 31/08/2019 sono decorsi i due anni ” di letargo”; il 30/11/2019 sono decorsi i 90 gg. necessari all’INPS per l’elaborazione della pratica;
il 16/12/2019 sono decorsi gli ulteriori 15 gg. sempre necessari all’INPS; MA NESSUNA EROGAZIONE della prima rata.
Ho telefonato alla sede INPS di competenza, mi hanno risposto:” spiacenti, presumibilmente, la prima rata del TFS a lei spettante sarà liquidata
entro la prima metà di gennaio 2020, ivi compresi, naturalmente, anche gli interessi”.
Personalmente non voglio interessi, ma vorrei quello che mi spetta!!
Inoltre, stante la certezza, prevista dalla legge, avevo assunto degli impegni economici da assolvere entro il 20 dicembre 2019.
A vs. giudizio cosa dovrei fare?
In attesa di  eventuale comunicazione

Se trascorsi i tempi previsiti dalla normativa il TFS non viene erogato i passi che si possono fare sono un sollecito (che serve il giusto) o rivolgersi ad un legale per agire per vie legali. Nel suo caso, avendo la promesse che “presumibilmente” la prima rata sarà erogata entro la prima metà di gennaio, a mio avviso, non val neanche la pena mettere in moto la macchina legale e spendere soldi. 

Fossi al suo posto, no potendo fare altro visto che nei confronti dell’INPS abbiamo tutti le mani legate, procederei con una lettera di sollecito per il pagamento delle somme spettanti citando le date, le scadenze e tutto il resto sollecitando l’amministrazione e l’Insp al pagamento dei quanto dovuto. Se il  sollecito di pagamento non dovesse sortire gli effetti sperati a questo punto l’unica via da percorrere (per la quale le consiglio di attendere la metà di gennaio) è quella legale. Può agire interpellando un avvocato per aprire un tentativo di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro o presentando un ricordo presso la sezione lavoro del Tribunale di riferimento.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.