TFS per pensionati quota 100: alla pensione di vecchiaia o a quella anticipata?

Liquidazione TFS per chi accede alla pensione con quota 100: al compimento di 67 anni o all’ipotetico raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi (o 41 anni e 10 mesi per le donne)?

Il TFS dei dipendenti del pubblico impiego viene liquidato seguendo tempi di attesa abbastanza lunghi che sono di 12 masi qualora il rapporto di lavoro sia cessato per raggiunti limiti di età o per accesso alla pensione di vecchiaia, di 24 mesi in caso di dimissioni volontarie per accedere alla pensione anticipata o per cambio lavoro ecc… L’eccezione sono coloro che cessano il servizio per accedere alla pensione con la quota 100. Vediamo perchè.

TFS per pensionati quota 100

Una lettrice ci scrive: 

Buongiorno, sono una dipendente pubblica che sarà collocata in quiescenza dal 1 gennaio 2020 con 62 anni di età e 40 anni di contributi.
La mia amministrazione sostiene che l’art. 23 del decreto n. 4/2019, quando parla di raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico finalizzati alla decorrenza del periodo da conteggiare per la liquidazione del TFS, si riferisca non solo al requisito di vecchiaia dei 67 anni ma in alternativa anche al momento in qui avrei maturato i 41 anni e 10 mesi di contribuzione (che di fatto non raggiungerò andando via con 40 anni di contributi). Certo per chi è nella mia situazione questo comporterebbe un bell’anticipo nella riscossione del TFS rispetto alla data prevista con il requisito di vecchiaia, ma vi sembra un’ipotesi perseguibile?
Vi ringrazio per l’attenzione e confido in una gentile risposta.

Il DL 4/2019 afferma coloro cui è liquidata la “pensione quota 100”, raggiungono il diritto alla decorrenza dell’’indennità di fine servizio  al momento in cui tale diritto sarebbe maturato a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201.

L’interpretazione della sua amministrazione è piuttosto vaga: è pur vero che se avesse continuato a lavorare avrebbe raggiunto i requisiti per il pensionamento anticipato alla maturazione dei 41 anni e 10 mesi di contributi, ma non ha continuato a lavorare e, di conseguenza, non raggiungerà mai tale requisito.

Allo stesso modo, anche se avesse smesso di lavorare il 1 settembre 2020, al compimento dei 67 anni avrebbe avuto diritto in ogni caso alla pensione di vecchiaia. 

La liquidazione del TFS con la quota 100, secondo la mia interpretazione e quella di moltissimi altri, quindi, è dopo 12 mesi il momento il cui avrebbe raggiunto il diritto alla pensione di vecchiaia. In pratica, quindi, al compimento dei 68 anni e 3 mesi (considerando anche i tempi che l’INPS impiega per la gestione della pratica).

Poi, se la sua amministrazione dovesse aver ragione e le liquideranno il TFS dopo circa 4 anni per lei non può che essere una bella sorpresa, ma sinceramente dubito che possa accadere.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.