The Cure – Disintegration, il ritorno al dark

The Cure – Disintegration recensione album

The Cure – Disintegration, l’alba… Messo da parte il periodo più buio, i Cure si affacciano,a partire da questo album,in una fase più ricercata di nuove sonorità e di testi.La continua ricerca di un qualcosa che si avvicina ad un mondo passato da disintegrare e rivisto con nuovi bagliori sonori.Infatti già dal primo ascolto la splendida Plainsong da quel tocco di vivacità e di colori dove il nero tende a sbiadirsi.La seguente Pictures of You è una splendida ballata pop dagli intrecci sonori leggeri e ben incastrati tra di loro,un ritmo ben scandito quasi ossessivo.

Closedown si apre con una specie di ritmo tribale,fino all’ingresso della chitarra che scandisce quel motivo su cui poggiano le basi di una tastiera che crea quell’atmosfera tipica delle sonorità dei Cure. Ancora una volta qui il testo ritorna protagonista.Il basso di Gallup ci delizia con uno splendido giro con Lovesong,una delle più belle dell’album.Una ballata dal sapore pop,semplice ma diretta dove l’amore compare dal buio.Ma  è una breve pausa poichè Last Dance si immerge di nuovo in quelle atmosfere tetre e buie classiche del primo periodo dei Cure e la voce di Smith sprofonda di nuovo nel dolore di un addio d’amore. La successiva Lullaby rappresenta la classica ballata ‘da promozione’ è la canzone manifesto dell’album.Semplice,ipnotica a tratti ossessiva talmente orecchiabile da dare la sensazione di un qualcosa di estraneo al concept album che è Disintegration nonostante sia la più ascoltata e trasmessa per le radio.La successiva Fascination Street è un vero e proprio capolavoro musicale. Il basso di Gallup gira a mille,su una batteria molto delineata da un tappeto di sonorità tirate dall’inizio alla fine cullate da una voce di Smith rabbiosa e incisiva. Il viaggio prosegue con Prayers for Rain dalle atmosfere suggestive che proseguono in The Same Deep Water As You dove viene esaudita l’implorazione alla pioggia con lampi e tuoni in un’atmosfera di nuovo cupa.La pioggia finale ci trasporta alla titletrack Disintegration dove basso e batteria si appoggiano alla tastiera in maniera da formare quell’intreccio martellante e ossessivo tipico delle sonorità dei Cure. Piano e chitarra appena pizzicata aprono la favolosa ,struggente e melanconica dalle sonorità calme e pacate,un tocco di genialità a completare un ciclo fatto di turbamenti,di rassegnazione e subito di riappacificazione col mondo.La finale Untitled  è il raggio di sole tanto sperato ed invocato all’inizio dell’album. Una ballata leggera,naturale sequenza della precedente.

Disintegration è un grande album,uno dei più importanti dei Cure,una pietra miliare della musica dark,un disco che ascoltato  più volte ci regala sempre nuove emozioni,dove veramente gli stati d’animo influiscono in maniera propositiva ogni qualvolta si schiaccia il tasto play.

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Tracklist

 

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento.

  • Plainsong (****)
  • Pictures of You (*****)
  • Closedown (****)
  • Lovesong (****)
  • Last Dance (****)
  • Lullaby (****)
  • Fascination Street (*****)
  • Prayers for Rain (****)
  • The Same Deep Water as You (****)
  • Disintegration (****)
  • Homesick (*****)
  • Untitled (****)

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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