The Cure – Seventeen Seconds, quando l’angoscia diventa seducente

The Cure – Seventeen Seconds recensione album

Seventeen Seconds è il secondo album in studio dei The Cure. Ormai incanalati nel filone punk,le sonorità del gruppo restano intatte apportando però qualche linea meno melodica ma più ricercata rispetto all’album d’esordio e l’introduzione delle tastiere è una delle prime innovazione,mentre per quanto riguarda la band fa ingresso nel gruppo il bassista Simon Gallup che sarà l’anima della ritmica con il suo “stile”.

L’album si apre con la strumentale e minimale A Reflection, piano e chitarra per 2 minuti danno quel suono tetro,quasi funereo prima di sfociare in Play for Today,quella che sarà una delle canzoni cardini dei Cure per tutto il periodo dark wawe fino ai nostri giorni. Il ritmo incalzante viene fermato con Secrets dove la voce di Smith ha sempre di più quel tono di rassegnazione. In You House è un altro picco gioiello sonoro. Il giro di basso di Gallup si intreccia con gli arpeggi di Smith creando una delle atmosfere più belle di tutta la produzione dei Cure. Le successive Three The Final Sound sono due strumentali. La prima ipnotica e cadenziale,la seconda più classica e tenebrosa,grazie al piano che scandisce rintocchi fino a trasportarci ad un’altra perla del disco: A Forest , dalle sonorità ipnotiche grazie al giro di basso di Gallup che mette in risalto tutte le sonorità dark pop del gruppo. A Forest rappresenta uno degli apici del gruppo non solo in questo album ma in tutte le session live proprio per la sua versatilità compositiva. La successiva M è una ballata che Smith dedica alla sua compagna Mary. Le sonorità dark le ritroviamo subito in At Night dove la batteria di Tolhurst scandisce quel ritmo oscuro che sarà uno dei marchi di fabbrica dei Cure. Chiude l’album la title track Seventeen Seconds che chiude il percorso sonoro dell’album in maniera cadenziale con influenze dark alla Joy Division come se lasciasse in sospeso quel discorso musicale che troveremo poi nel successivo album Faith.

Seventeen Seconds è un album dalle sonorità minimali dove il nichilismo di Smith si concentra nella ricerca di tutti gli aspetti del proprio dolore disorientato nel buio di una foresta. Seventeen Seconds possiamo considerarlo un album propedeutico per le sonorità dark punk-wawe e non a caso è il primo tassello della trilogia dark che si concluderà con Pornography.

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Tracklist

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento

  • A Reflection (***)
  • Play for Today (*****)
  • Secrets (****)
  • In Your House (****)
  • Three (***)
  • The Final Sound (**)
  • A Forest (****)
  • M (***)
  • At Night (****)
  • Seventeen Seconds (***)

Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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