The Cure – The Head on The Door ,guardare avanti facendo l’occhiolino al passato

The Cure – The Head on the Door, recensione album

Con The Head on the Door (per quel che mi riguarda) i Cure ci danno subito una bella sorpresa: il ritorno al basso di Simon Gallup. Dopo i tentativi e le ricerche sonore di The Top, i Cure ritrovano in quello stile identificabile tra pop e dark la spensieratezza e la rinnovata line up a 5 elementi. The Head on the Door risulta all’ascolto un disco leggero ma non privo di spunti interessanti pronto ad immergerlo per certi versi quello che sarà l’inizio del cammino verso la grandiosità di Disintegration.

Bello compatto il sound di In Between Days, chitarra e batteria fanno da appoggio alle tastiere scatenando un pop veloce,leggero ma con venature post wave. Tre minuti intensi non paragonabili alle sonorità di Top anche se la linea sonora è simile. La malinconica Kyoto Song ci riporta indietro alle sonorità di Faith con i suoi brevi tocchi orientaleggianti.Ancora una volta i Cure ci sorprendono con la ripetuta ricerca di nuove sonorità,questa volta è la spagnoleggiante e latina The Blood a dettare quel ritmo a cui non eravamo abituati ad ascoltare. Questo per far capire la grande versatilità del gruppo nell’essere sempre alla ricerca di quel qualcosa mai sperimentato prima.Lo stesso discorso vale per la successiva Six Different Ways che sarebbe una fusione tra rock alternativo e pop molto ben riuscita,uno dei brani più interessanti sotto il profilo sperimentale sonoro.Uno dei punti più alti dell’album lo troviamo in Push,chitarre sciolte per un pezzo bellissimo,quasi interamente strumentale spezzato improvvisamente dal vocale di Smith mettendo in secondo piano quel giro di basso di Gallup che si apprezza bene solo nel finale. Il passato si riaffaccia con The Baby Screams, il ritmo serrato e il basso ossessivo mettono a segno un altro brano stile new wave. Grandi ritmi ed un tappeto minimale di tastiere aprono Close to Me dove la voce di Smith padroneggia in falsetti dando quel tocco quasi ironico,indubbiamente una delle song più ‘leggere’ dei Cure. Anche A Night Like This ha quel sound dark passato e rivisitato dandogli una sorta di sonorità più leggera,quasi radiofonica anche grazie alla parte di sax nel finale. Screw si apre con un grande giro di basso di Gallup ma resta solo quello il punto positivo risultando poi un pop quasi indefinibile. Chiude l’album un’altra perla dei Cure: Sinking. Giro di basso ipnotico e le tastiere creano un’atmosfera dark spettacolare dove Smith ci mette il resto.Splendida !

The Head On the Door anche se di transizione è un gran bell’album. Il feeling all’interno del gruppo quasi ritrovato,si sente alla grande. Nuove sonorità e richiami al passato rendono questo album un misto di emozioni, Push e Sinking completano quelle mancanze dando la sensazione di essere il risultato finale delle sperimentazioni fatte finora dando quell’innovazione che troveremo nei successivi album.

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Tracklist  

N.B. Gli asterischi indicano il mio indice di gradimento

  • In Between Days (****)
  • Kyoto Song (***)
  • The Blood (***)
  • Six Different Ways (****)
  • Push (*****)
  • The Baby Screams (***)
  • Close to Me (***)
  • A Night Like This (****)
  • Screw (*)
  • Sinking (*****)

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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