Tim Harris, il primo proprietario con sindrome down di un ristorante

Tim Harris è il primo proprietario di un ristorante con sindrome down. Molto amato dai suoi consumatori, ha abbattuto i limiti della sua malattia e realizzato il suo sogno.

Questa è una di quelle storie che appena leggi ti fanno dire “wow”. Il protagonista è Tim Harris, un ragazzo come gli altri, ma molto diverso, molto speciale. La sua storia è una grande lezione di vita da prendere come esempio, per chi ha sindrome down e non solo. Tim Harris è l’esempio di chi, nonostante i propri limiti, riesce ad andare oltre.

UN RAGAZZO SPECIALE

La storia di Tim Harris è stata recentemente illustrata in un video. E’ la storia di una donna incinta, cosciente del problema del figlio ma che non vuole interrompere la gravidanza. Tim Harris cresce, frequenta una scuola normale, a differenza di quanto ci si aspettasse, e si diploma al Eldorado High School of Albuquerque nel 2004. Il ragazzo, durante tutto il periodo scolastico, dalle elementari al liceo, veniva, però, schernito dai suoi compagni. Perché? Perché era suo solito abbracciare i suoi amici, cosa che quest’ultimi, però, non capivano. Ma Tim Harris non si fa intimorire e continua con tenacia a vivere. Nell’autunno del 2004 si iscrive alla Eastern New Mexico University. In seguito, riceve la certificazione in Food Service ed Office Skills, che gli permette di lavorare in numerosi ristoranti di prestigio.

IL SUCCESSO

Ma Tim Harris non si ferma qui. Dopo il college, Tim lavora al ristorante Appleebee di Albuquerque, e partecipa alle gare dello Special Olympics of New Mexico. Tim Harris esce vittorioso con medaglie d’oro da queste gare, riservate a partecipanti con deficit mentali. Ma Tim non si limita solo al lavoro. E’ un ragazzo di 28 anni curioso e molto attivo. Infatti, pratica vari sport, come basket, pallavolo, golf ed hockey. Inoltre, Tim Harris, tra il 2009 ed il 2010, ha vissuto su una barca a vela alle Bahamas assieme ai suoi genitori, diventando un noto pescatore.

UN RISTORANTE SPECIALE

Dal 2010 Tim Harris è proprietario di un noto ristorante, “Tim’s place”, aperto 7 giorni su 7, 24h su 24. Cosa rende particolare il ristorante, oltre ad avere un proprietario con sindrome down? I suoi stessi abbracci. Infatti, i vari consumatori, ritengono che il luogo sia molto confortevole e famigliare grazie agli abbracci di Tim Harris. Inoltre, li consiglia e li tira su di morale nel caso in cui siano tristi. Ha, infatti, un contatore di abbracci che, a fine giornata, conta gli abbracci dati.

Una sua stessa citazione sintetizza l’insegnamento a cui tutti dovremo dare ascolto: “Non ho permesso che il mio handicap mettesse fine ai miei sogni. Le persone disabili possono realizzare qualsiasi obiettivo si pongano davanti. Siamo doni per il mondo”,


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.