Titoli di stato ok a gennaio, rendimenti in calo ai minimi sotto il governo Conte

E’ stato un mese particolarmente positivo per il mercato dei titoli di stato italiani. Gennaio si chiude con rendimenti in calo sia sul secondario che alle aste del Tesoro. I timori di fine 2018 sono stati momentaneamente allontanati, grazie a una partenza sprint per i nostri bond. La curva delle scadenze si è sgonfiata, con […]

E’ stato un mese particolarmente positivo per il mercato dei titoli di stato italiani. Gennaio si chiude con rendimenti in calo sia sul secondario che alle aste del Tesoro. I timori di fine 2018 sono stati momentaneamente allontanati, grazie a una partenza sprint per i nostri bond. La curva delle scadenze si è sgonfiata, con i biennali ad essere passati dallo 0,52% allo 0,27%, scendendo ai minimi dal maggio scorso, prima che nascesse il governo Conte, ma già esplosi dai livelli negativi precedenti all’avvio delle trattative tra Movimento 5 Stelle e Lega. Bene anche i titoli a 10 anni, che oggi offrono il 2,60% contro il 2,75% di un mese fa. Lo spread BTp-Bund decennale si è contratto di una decina di punti base a 244, il differenziale più basso dalla fine di settembre, prima che scoppiassero le tensioni finanziarie sullo scontro tra Italia e Commissione europea per via del deficit fissato al 2,4% per quest’anno, poi rivisto al ribasso al 2%.

Molto bene anche i BoT, con i 6 mesi a rendere adesso il -0,065 contro lo 0,11% di fine dicembre, mentre gli annuali sono passati dallo 0,03% allo 0,06%, restando comunque anch’essi ai minimi da 8 mesi e mezzo. Nemmeno la notizia che l’Italia è caduta in recessione alla fine dello scorso anno ha depresso l’umore degli investitori, nonostante il calo del pil dello 0,2% rispetto al terzo trimestre sia risultato superiore alle attese degli analisti.

A dare una mano ai nostri BoT e BTp sono state, a dire il vero, anche le notizie dall’America, dove la Federal Reserve ieri ha chiarito che non intende alzare i tassi da qui a breve, mostrandosi disponibile altresì a rivedere i piani sul dimagrimento del suo bilancio da oltre 4.000 miliardi al ritmo di 50 miliardi mensili. La mancata restrizione delle condizioni monetarie presso la prima economia mondiale agevola il mantenimento dell’attuale grado di accomodamento da parte della BCE, rinviando di mesi il primo rialzo dei tassi atteso nell’Eurozona. Dunque, il clima sembra più disteso sul mercato e almeno gennaio ci ha riservato sorprese positive sul fronte bond.


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