Totalizzazione dei contributi: eccovi tutti i dettagli

La totalizzazione si applica alla pensione di vecchiaia, anzianità, inabilità e ai superstiti, riunendo i contributi in fondi diversi senza costi aggiuntivi

La totalizzazione dei contributi consente di ottenere un unico assegno pensionistico avendo versato contributi in gestioni differenti, un po’ come la ricongiunzione dei contributi ma con due importanti differenze: la totalizzazione è gratuita e i contributi rimangono accreditati presso le gestioni originarie. Ciò significa che l’assegno è calcolato sommando le singole quote di pensione in base alle regole di ciascuna gestione di riferimento. Con la totalizzazione possono essere calcolate le pensioni di vecchiaia, anzianità, inabilità e ai superstiti e ne possono usufruire tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e libero professionisti.

Chi può totalizzare?

I lavoratori interessati non devono essere già titolari di pensioni e devono essere iscritti a:

  • forme sostitutive, esclusive o esonerative dell’AGO
  • almeno una forma di assicurazione per la vecchiaia, l’invalidità o per i superstiti
  • forme pensionistiche obbligatorie gestite da enti previdenziali privatizzati per chi fa parte di albi o elenchi professionali
  • fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica
  • Gestione Separata

Inoltre, il lavoratore non deve aver effettuato la ricongiunzione dei periodi assicurativi dopo il 3 marzo 2016. Ci sono poi altri requisiti che variano in base alla tipologia di pensione da totalizzare e che vi illustriamo qui di seguito.

Quali sono i trattamenti erogabili in totalizzazione?

Uno dei trattamenti previsti è la pensione di vecchiaia, per la quale dal 2020 sono necessari 66 anni di età e 20 anni di contributi e va aspettata una finestra di 18 mesi. Per quella di anzianità invece vanno versati 41 anni di contributi (sono esclusi dal calcolo quelli figurativi) e vanno rispettati i requisiti previsti eventualmente dai singoli ordinamenti per accedere alla pensione di vecchiaia. Per chi ha maturato i requisiti da dopo il 2014, la finestra da aspettare è di 21 mesi. 

Per quanto riguarda il trattamento di inabilità assoluta e permanente vanno rispettati i requisiti richiesti dalla forma pensionistica a cui si è iscritti e quelli di assicurazione e contribuzione, oltre che i requisiti sanitari previsti dalla legge 222/1984. La decorrenza avviene dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. 

Infine, la totalizzazione è applicabile anche alla pensione ai superstiti anche nel caso in cui il lavoratore sia deceduto senza aver acquisito il diritto alla pensione. I requisiti necessari sono quelli di assicurazione e contribuzione e quelli richiesti dalla forma pensionistica a cui era iscritto il defunto. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso.

Come si calcola l’importo?

L’assegno è calcolato sommando le singole quote di pensione in ogni gestione secondo le loro modalità e in base all’anzianità contributiva. Il sistema utilizzato è quello contributivo, eccetto che per i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per la pensione in una delle gestioni prima del 1996, per i quali si adotta il sistema retributivo/misto.

Come fare domanda per la totalizzazione?

Gli assicurati o i superstiti aventi diritto devono presentare la domanda presso l’Ente che ha accreditato al lavoratore l’ultima contribuzione, indicando tutti gli enti presso cui sono stati versati i contributi.

Alcune precisazioni sulla totalizzazione

Essendo trattamenti pensionistici per cui vengono considerati i contributi, alle pensioni calcolate in regime di totalizzazione è applicata l’Irpef. Inoltre, sono previste la concessione dei trattamenti di famiglia e l’applicazione delle trattenute sindacali e degli aumenti a titolo di rivalutazione automatica delle pensioni. Non vengono effettuate le trattenute per redditi da lavoro autonomo o indipendente e non viene riconosciuta l’integrazione al trattamento minimo. Precisiamo infine che, se i requisiti di reddito sono rispettati, vengono concesse delle maggiorazioni sociali a condizione che almeno una delle quote che compongono la pensione sia a carico della gestione a cui la maggiorazione è destinata.


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