Trattenimento in servizio e collocamento a riposo d’ufficio

Si è costretti al pensionamento anticipato se si raggiungono i 42 anni e 10 mesi di contributi? Vediamo cosa accade per i dipendenti pubblici.

Il trattenimento in servizio è un istituto di cui possono fruire, se in possesso di determinati requisiti, i dipendenti del pubblico impiego. Lo stesso è stato abolito dalla riforma della pubblica amministrazione del 2014 e lasciato in vigore soltanto per rari casi. Vediamo cosa prevede la normativa di riferimento.

Trattenimento in servizio

Un lettore scrive per chiedere:

Gentile redazione, sono nato ad aprile 1959, non ho preruolo, ho svolto servizio militare l’anno precedente alla mia immissione in ruolo per concorso (settembre 1985), ho presentato domanda per il riscatto degli anni universitari: potrò rimanere in servizio sino al compimento dei 67 anni o sarò obbligato ad andare in pensione dal 1 settembre 2023? Grazie per quanto saprete dirmi.

Come anticipato sopra, l’istituto del trattenimento in servizio è stato quasi del tutto abolito dalla riforma della pubblica amministrazione del 2014. Il trattenimento può essere richiesto solo e soltanto dai dipendenti che al compimento dei 67 anni non abbiano maturato nessun diritto alla pensione. 

Di conseguenza il trattenimento in servizio dopo il compimento dei 67 anni può essere richiesto soltanto dai dipendenti statali che non abbiano maturato i 20 anni di contributi necessari all’accesso alla pensione di vecchiaia ma solo a patto che, permanendo in servizio fino ai 71 anni riescano a raggiungere tale requisito contributivo.

Nel suo caso, di conseguenza, essendo in ruolo dal 1985 ha maturato, ormai, 35 anni di servizio (a cui aggiungere l’anno di servizio militare e gli anni di contributi riscattati) ha superato abbondantemente i 20 anni di contributi minimi necessari per accedere alla pensione di vecchiaie e pertanto non potrà richiedere il trattenimento in servizio oltre i 67 anni di età.

Per quanto riguarda, poi, il collocamento a riposo d’ufficio scatta per i dipendenti che al compimento dei 65 anni abbiano maturato il diritto alla pensione anticipata. Nel suo caso, quindi, se al compimento dei 65 anni avrà raggiunto i 42 anni e 10 mesi di contributi sarà collocato a riposo d’ufficio, ma solo ne caso abbia raggiunto, sommando i contributi da lavoro effettivo e quelli da riscatto, il requisito di accesso alla pensione anticipata. 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.